VIAGGI MUSICALI | Intervista agli Harmonic Pillow

- Data: 23/10/2016

by Maria Petracca

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Nella vita di un musicista il viaggio è di certo una componente essenziale. Chilometri su chilometri, giornate intere passate in furgone, nottate insonni, pasti al limite della decenza, orde di automobilisti impazziti a rallentare viaggi lunghissimi e poi infine il palco, l’energia, il sudore, i sorrisi, il calore del pubblico e tanta voglia di rimettersi in viaggio per suonare ancora.
E se il viaggio non fosse solo questo? Se il vero viaggio fosse l’intera esperienza musicale? Abbiamo chiesto ai musicisti di immaginare la loro vita a contatto con la musica come un lungo cammino che stanno in realtà ancora percorrendo. Ecco cosa ci hanno risposto.

Chi siete? Quanti siete? Dove andate? (Un fiorino!)”

Anna: Siamo partiti in due, Anna ed Alex. Durante la pausa dal nostro precedente progetto (Diet Kiss) abbiamo messo assieme diverso materiale senza farlo uscire dalle quattro mura del nostro studio. La direzione era del tutto ignota, ci limitavamo a comporre e registrare decine di demo con l’ottica, un giorno, di fare un disco. Senza fretta, senza nessun tipo di deadline o roba simile. Sentivamo soltanto la necessità di catturare e materializzare quanto si era accumulato dentro di noi, ed il bisogno di buttarlo fuori alla luce. Ora però possiamo dire di essere 2 + 3, da poco abbiamo strutturato una vera e propria band per i live e speriamo possa rimanere tale anche per la realizzazione del prossimo album. Sono persone davvero fantastiche.

Alex: Si. Sono davvero in gamba. Non è facile riuscire ad interpretare così bene le canzoni d’altri, ma a loro viene naturale.

È tempo di bagagli. Dischi, canzoni e artisti da portare con voi.

Anna: Ci serve una valigia grande, non ci sta tutto, bisogna scegliere: Sonic Youth, Nirvana, Mudhoney, Melvins,  Jeff Buckley, Pj Harvey, Hole, Smashing Pumpkins, L7, Babes in Toyland, Mark Lanegan, Velvet Underground, The Doors, The Stooges, Led Zeppelin, Beatles, Son House, Leadbelly… troppa roba.

Alex: Sarebbe una lista infinita. A volte ci si innamora anche di una sola canzone di una band, ci facciamo investire in pieno dalle sensazioni che ci trasmette, ecco perché la lista potrebbe risultare lunghissima.

Le cose da dimenticare a casa.

Anna: Le paure, i vecchi schemi che ti vorrebbero inchiodato alla sedia di casa.

Alex: La sedia.

Luoghi e incontri che hanno reso più interessante il cammino.

Anna: Il luogo più importante, è stato ed è, per noi il nostro studio/sala prove Cheap Studio che è anche il luogo in cui ci siamo conosciuti io ed Alex molti anni fa.  Lì ci siamo letteralmente rinchiusi a scrivere. È  un ambiente confortevole in cui ci sentiamo molto a nostro agio. Un Luogo non fisico, invece, che ha determinato il nome del progetto e ispirato molti brani è stato il mondo dei sogni in cui ci siamo spesso e volentieri rifugiati per trovare stimoli durante periodi di vita meno facili.

Alex: Concordo. Uno dei miei super poteri è dormire!

Anna: Quanto agli incontri che hanno reso il cammino più interessante direi indubbiamente i musicisti che durante il percorso hanno contribuito alla realizzazione del disco.

Alex: Ci ispirano molto i gatti. Ne abbiamo recuperato giusto qualcuno negli ultimi anni. Ora vivono tutti con noi e ci aiutano a scrivere le canzoni.. eheheh

Deviazioni di percorso. Ce ne sono state? Come sono state affrontate?

Anna: Le deviazioni di percorso ci sono state e più che altro dettate dal fatto che non sapendo dove stavamo andando abbiamo seguito molto l’istinto e non una mappa precisa dove tutto era già stabilito. Poi via via tutto è diventato più chiaro ed  abbiamo capito meglio la nostra direzione…

Alex: ci siamo dedicati solo a suonare in modo che le nostre canzoni rispecchiassero il più possibile le nostre emozioni senza essere per forza pretenziosi.

I migliori compagni di viaggio.

Anna: Dal mio punto di vista il migliore compagno di viaggio è stato Alex in primis, con cui è stato creato il tutto. Mi fa sorridere perché ci reputo migliori compagni di viaggio ma anche peggiori, perché siamo capaci di darci la carica costruttiva giusta in modo eccezionale come di boicottare tutto se lo stato d’animo non è dei migliori, ma in fondo il disco non sarebbe stato lo stesso se non fossimo così, o forse non sarebbe esistito affatto. In un secondo tempo dei buoni compagni sono state anche le persone che hanno collaborato alla realizzazione del disco.

Alex: Anna riesce a farmi incazzare e allo stesso tempo sognare nell’arco di sessanta secondi, il che rende tutto più vivace. Non potrei chiedere una compagna di viaggio migliore.

Mete sognate, ma non ancora raggiunte.

Anna: Personalmente ho già voglia di registrare qualcosa di nuovo.

Alex:  Ci piacerebbe molto portare il più possibile la nostra musica dal vivo, magari anche all’estero che è uno dei nostri target da sempre. Stiamo un po’ a vedere che succederà…

Cartoline da lontano: dopo tutta questa strada, cosa scrivereste ad amici/nemici (o a chi volete voi) ?

Anna: Ciao belli! Il panorama è fichissimo, non so se torniamo!

Alex: Abbiamo appena iniziato questo nuovo viaggio tanto da non aver ancora collezionato nemici…

“Cheeeeeese”. La foto di gruppo che meglio vi rappresenta.

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