VIAGGI MUSICALI | Intervista ai Captain Mantell

- Data: 08/06/2017

by Maria Petracca

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Nella vita di un musicista il viaggio è di certo una componente essenziale. Chilometri su chilometri, giornate intere passate in furgone, nottate insonni, pasti al limite della decenza, orde di automobilisti impazziti a rallentare viaggi lunghissimi e poi infine il palco, l’energia, il sudore, i sorrisi, il calore del pubblico e tanta voglia di rimettersi in viaggio per suonare ancora. E se il viaggio non fosse solo questo? Se il vero viaggio fosse l’intera esperienza musicale?

Questa settimana abbiamo chiesto ai Captain Mantell, trio composto da Tommaso Mantelli (voce e chitarra), Mauro Franceschini (batteria) e Sergio Pomante (sax), e che ha da poco pubblicato il suo sesto disco Dirty White King, di immaginare la loro vita a contatto con la musica come un lungo cammino che stanno in realtà ancora percorrendo. Ecco cosa ci hanno risposto.



♦ “Chi siete? Quanti siete? Dove andate? (Un fiorino!)”

Siamo i Captain Mantell, un trio composto da voce/chitarra, batteria e sax. Viaggiamo in Ufo, è un mezzo molto comodo. Abbiamo la base in Veneto e un componente è Abruzzese. La ciurma è formata da: Tommaso Mantelli (alias Captain Mantell), Mauro Franceschini (alias Admiral Dix) e Sergio Pomante (alias Sergeant Zags). Il 20 Marzo è uscito Dirty White King, il nostro sesto disco e ora siamo in viaggio per questo nuovo tour, o forse siamo in tour per farci un altro viaggio.

♦ È tempo di bagagli. Dischi, canzoni e artisti da portare con voi.

Gli artisti da portare con noi sono sempre troppi, ma per fortuna nel nostro Ufo Vanege c’è spazio, ascoltiamo di tutto e abbiamo molti gusti in comune: Beatles, King Crimson, Zorn, Soft Machine.

♦ Le cose da dimenticare a casa.

È meglio non portare in tour tutte le ansie generate dagli stimoli esterni della vita sedentaria. La cosa più importante è l’armonia.

♦ Luoghi e incontri che hanno reso più interessante il cammino.

La ciurma ha percorso tanti chilometri in Italia e in Europa ed è cambiata come genere e formazione nel corso degli anni. Il progetto nasce nel 2006 dall’omonimia fra il fondatore Tommaso Mantelli e il Capitano Thomas Mantell. Nel 2007 esce il primo disco Long Way Pursuit, il primo dei capitoli dedicati alla storia del vero Capitano, il primo pilota a morire inseguendo un UFO, storia che è stata il filo conduttore dei successivi album. La prima formazione vede Omero Vanin aka Sergente Roma alla batteria e Nicola Lucchese aka Doctor Ciste all’elettronica. Negli ultimi cinque anni sono avvenuti gli incontri che hanno definito l’attuale formazione (nel 2012 l’ingresso di Mauro Franceschini alla batteria e nel 2013 quello di Sergio Pomante al sax) e in maniera spontanea e naturale ci siamo allineati verso un sound e abbiamo condiviso tutte le nostre esperienze.

♦ Deviazioni di percorso. Ce ne sono state? Come sono state affrontate?

Le deviazioni di percorso fanno parte del viaggio, ce ne sono sempre così tante che alla fine ci si abitua e non sono più un problema. Ma l’Ufo aiuta molto!

♦ I migliori compagni di viaggio.

Viaggiamo sempre in tre quindi i nostri compagni di viaggio sono i nostri discorsi sul cosmo, approfittiamo della vista dal nostro Ufo e ci facciamo dei bei viaggi.

♦ Mete sognate, ma non ancora raggiunte.

Ci piacerebbe tanto portare il nostro ultimo disco in Europa e ci stiamo lavorando. Le prime date in Italia sono andate da paura, siamo molto soddisfatti del sound che abbiamo raggiunto e tanto curiosi di capire che impatto può avere all’estero.

♦ “Cheeeeeese”. La foto che meglio vi rappresenta.

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