TOdays Festival @ Torino, 25-27 agosto 2017

- Data: 31/08/2017

by Maria Petracca

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Ed anche quest’anno la fine delle vacanze estive è stata resa meno amara dal TOdays festival, evento torinese giunto alla sua terza edizione, che si conferma uno degli appuntamenti clou dell’estate italiana.
La formula è pressoché identica a quella degli anni passati: 3 giorni di festival in 3 principali location (Spazio211, Parco Aurelio Paccei, Ex fabbrica Open Incet), artisti più in voga del momento appartenenti al panorama musicale italiano (nel bene –Birthh, Giovanni Truppi– e nel male –Giorgio Poi, PopX-) ad introdurre grandi artisti  di fama internazionale, e per finire elettronica fino a tarda notte grazie al maggior sodalizio con Varvara Festival.

P1130596.1Birthh | Che il TOdays festival abbia inizio!

P1130600.1Giovanni Truppi | Live per solo piano

Livello emotivo con segno positivo, ad andamento tendenzialmente costante, con qualche picco verso il basso (con il già menzionato Giorgio Poi, insieme alla sua sveglia, la sua friggitrice, le sue lenzuola e la sua musica), numerosi picchi verso l’alto, ed un solo picco altissimo, commovente, di infinita bellezza.
Se Richard Ashcroft si è fatto carico dell’arduo compito di riportarci indietro nel tempo e di scatenare nella maggior parte dei presenti l’effetto nostalgia, Mac DeMarco e la Band of Horses ci hanno trasportati nella dimensione della spensieratezza e del divertimento; impossibile stare fermi durante i loro live.

20170826_215322Richard Ashcroft | Sonnet, capolavoro dei Verve

20170827_235228Band of Horses | Nel mentre sotto il palco è gran festa

Ai Timber Timbre è toccato invece il compito di prendere per mano la nostra anima, accarezzarla delicatamente e sussurrarle parole di infinita bellezza, tutto questo mentre la loro musica andava a toccare punti nevralgici del dolore per farli sanguinare;  è così che si curano certe ferite e ci si mette in pace col mondo. Ci aveva provato già il giorno prima Perfum Genius, abile ammaliatore di anime, con ottimi risultati, senza però raggiungere a mio avviso i risultati dei Timber.

20170827_200603Timber Timbre | Taylor Kirk e la sua espressione in contrasto con la sua camicia

Notevole anche la performace di Roly Porter e Marcel Weber (MFO), un set elettronico accompagnato da visuals d’effetto capace di catapultare l’osservatore/ascoltatore in una dimensione parallela, sia ad occhi aperti che chiusi (ai presenti è stato chiesto di chiudere gli occhi e non avere paura; grazie all’ausilio di luci molto potenti il viaggio per immagini è proseguito anche ad occhi serrati).


Roly Porter e Marcel Weber(MFO) | Buon viaggio a tutti voi che state guardando il video

Il picco ad altissimo valore emotivo di infinita bellezza al quale accennavo poc’anzi, si è raggiunto col set di PJ Harvey. Tanto è stato detto in merito al tour di The Hope Six Demolition Project che Polly Jean porta in giro ormai da più di un anno, che sento le mie parole perfino superflue, ma non posso fare a meno di scriverle, per rendere un piccolo omaggio a quello che non è solo uno spettacolo musicale, ma un vero messaggio rivolto all’intera popolazione mondiale.

P1130628.1PJ Harvey | Immagine che non necessita di ulteriori commenti

Perché è così che ho percepito Polly Jean: un messaggero, un novello Mercurio, una divinità antica finita chissà come nel nostro tempo, dal capo cinto di piume e di piume vestita (mentre ai piedi, trattandosi di divinità antica inserita in contesto moderno, indossa vertiginosi tacchi e calzature da favola). Piume nere, perché nero è il suo messaggio: un annuncio di morte e distruzione di chi ha visto i risultati del Male nei luoghi in cui ha vinto la guerra, la bramosia di potere, l’intolleranza, la povertà di spirito oltre che materiale (l’album è stato registrato dopo un viaggio di PJ in Afghanistan, Kosovo e Washington DC). Un monito per chi seguirà gli stessi passi rinnegando i principi di fratellanza, uguaglianza e unione, per chi preferirà abbandonarsi alle leggi del denaro ignorando quelle della condivisione.
Un messaggio di morte di cui PJ si fa portavoce e voce principale, mentre un gruppo di musicisti di alto spessore, nove in tutto, le fa da eco con la voce ma soprattutto con i suoni.
La scenografia sul palco è un muro grigio, di cemento: è il futuro che ci attende se ognuno di noi non farà la sua parte. PJ la sua l’ha fatta, quella sera come centinaia di altre sere, insieme ai musicisti che l’accompagnavano.
Spero di poter raccontare questa storia in futuro molto lontano: era il 2017, e PJ Harvey travestita da portavoce divino ci consegnava un messaggio importantissimo per il futuro…era a Torino, in agosto, un’estate caldissima…era durante il TOdays festival

20170825_213221PJ Harvey | Squadra messaggeri divini al completo

 

 

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