hai paura del buio Tag Archive

Afterhours, nuovo disco e tour

Written by Novità

Sono trascorsi 4 anni dall’uscita di Padania, uno stato mentale – si diceva – e indubbiamente uno snodo fondamentale nella storia di una delle band più originali e controverse nella storia della discografia italiana.

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Il Video della Settimana: I Giardini di Chernobyl – “Un Infinito Inverno”

Written by Senza categoria

I Giardini di Chernobyl è una band Alternative Rock italiana che nasce nel Febbraio del 2014. La band è composta da Emanuele Caporaletti, voce e chitarra, Stefano Cascella al basso e Simone Raggetti alla batteria. Già dalle loro prime registrazioni suscitano un certo interesse nei professionisti del settore e decidono quindi di realizzare il loro primo album. Nel Luglio 2014 la band inizia le registrazioni con Giulio Ragno Favero (bassista e produttore de Il Teatro degli Orrori) preso il Lignum Studio, lo stesso dove Il Teatro degli Orrori e gli Afterhours hanno prodotto il brano “Dea” per il remake dell‘album Hai Paura del Buio. Nel Dicembre 2014, esce il loro primo singolo “Un Infinito Inverno”. Il debutto è accompagnato da un video realizzato da Stefano Bertelli (Seenfilm), regista di clip musicali per Marlene Kuntz, Caparezza e L’invasione degli Omini Verdi. A Marzo 2015 uscirà il loro primo album Cella Zero per Zeta Factory, etichetta già nota per avere al suo interno artisti come Klogr, Alteria, Kismet, Rezophonic, Disclose e tanti altri.

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Marlene Kuntz – Pansonica

Written by Recensioni

Non vorrei essere azzardato, ma sbaglio o i Marlene stanno tentando un back to origins? Era il 2010 quando gli artisti cuneesi mi colpirono in basso e mi lasciarono tanto di quell’amaro in bocca da farmi girare la faccia e concedermi il dono dello skip tanto per Ricoveri Virtuali e Sexy Solitudini, quanto per Nella tua Luce, facendo scattare nella mia mente un meccanismo stante il quale la loro discografia era bella che terminata nel 2007, con Uno, un lavoro a metà strada fra il bello e lo spiro. Tuttavia è d’uopo ammettere che, anno corrente, la loro performance al Premio Maggio (30/04/2014) mi aveva lasciato a dir poco senza parole, concedendomi il beneficio del dubbio circa il limbo in cui si trovava la loro arte. Ed è una sera di ottobre quando i fantasmi bussano alla porta: sono i Marlene e non hanno alcuna intenzione di liberarsi di me! Mi propongono una nuova opera, uno smartbook da sette capitoli: Pansonica. Un amore altalenante, ma tanto intenso da sortire sempre un certo effetto su di me. Ed eccomi qui, a concedere un’altra possibilità ad una band che, si dica quel che si dica, sa più di immortale che di Rock.

A conferma di quanto proposto in via diretta, i Marlene sembrano voler perseguire una sana gestione di ritorno ai tempi andati e lo fanno già attraverso il titolo del loro nuovo EP: Pansonica è senza dubbio uno di quei termini in pieno stile Marlene, calza perfettamente con vecchi titoli e trova una sua dignità nell’oceano di nomi intriganti (vedi Ho Ucciso Paranoia, Catartica, “Trasudamerica”, “Sonica”) tipici del repertorio dei cari amici piemontesi. L’eccessiva evidenza del ritorno proposto, tuttavia, trova fondamento nella storia del disco, che presenta una tracklist composta da soggetti abbastanza datati. Tutte le tracce sono infatti frutto di un lavoro eseguito nei primi anni di attività della band, ma che non hanno mai trovato la giusta collocazione. Il disco è dunque null’altro se non un omaggio ai fan più affezionati, che da tempo aspettavano di ascoltare un po’ di old school. Ma non ho alcuna intenzione di soffermarmi su simili minuzie da nerd nostalgico.

Il disco apre in gran stile, con un aggressivo “Sig. Niente”, caratterizzato da un giro di basso notevole su cui si stagliano le chitarre del buon vecchio Tesio. Il testo è parlato e la combinazione lineare di aggressività, poetica ed ars oratoria mi riporta alla consapevolezza di “Ape Regina”, confermandomi che Godano è ancora in grado di stupire persino gli scettici come me.  Le tracce successive mantengono l’aggressività della open track, tuttavia ne guadagnano certamente in melodia. Basta fare uno skip verso “Parti”, per abbracciare una melodica poesia. Incazzata si, ma melodica. In questo capitolo si lascia notevole spazio a chitarre non distorte, lievi e ben cullate. Poco Marlene mi si dirà, ma incredibilmente funzionale, senza dubbio alcuno. Nelle scene successive il coinvolgimento diviene totale. Il volume sale a stecca, chiedo scusa al mondo, ma mi spengo per un po’. Si viaggia attraverso titoli che se le suonano di santa ragione, senza esclusione di colpi, che gettano d’istante nel dimenticatoio tutte le buche in cui sono inciampati i ragazzi negli ultimi anni. Un nirvana artistico lungo 3 minuti e 20 secondi che va sotto il nome di “Oblio”, in pieno stile “Nuotando nell’aria” sopprime la mia voglia di nicotina e mi costringe al replay continuo e non mi dà tregua. Chiuso per ferie. Ci scusiamo per i disagi. La mia mente inizia a viaggiare a ritroso nel tempo, torno bimbo e mi emoziono. Il mio sistema nervoso assume una configurazione nuova e mi dà una nuova certezza: i Marlene sono immortali. Faccio un passo indietro e torno su “Ruggine”, quarto episodio della serie. La combinazione perfetta dei singoli sound ci dona un Sole di mezzanotte, capace di illuminare a giorno il più buio dei baratri. La track è incredibilmente aggressiva, il testo semplicemente perfetto. Non ho altro da aggiungere, 30 e lode.

Tirando le somme, mi sovvengono le considerazioni di cui a breve. Qualche mese fa abbiamo avuto modo di ascoltare un remake di Hai Paura del Buio, un’idea Afterhours assolutamente geniale, che ha coinvolto un gran numero di artisti, molti dei quali giovani e talentuosi. Meno di un mese fa, lo sguardo indietro l’hanno lanciato gli Interpol, sotto il titolo di El Pintor. E che dire degli Smashing Pumpkins, che hanno saputo sintetizzare evoluzione e radici in una mistura intitolata Oceania, risalente a ben due anni fa. Se lanciamo uno sguardo agli ultimi anni, ci accorgiamo di quanti passi indietro siano stati fatti dalle più grosse band di sempre. Sarà marketing, o forse semplice nostalgia, ma quelli come me si limitano a dire “Grazie”. La stessa scia è stata intrapresa di recente dai Marlene Kuntz, ma degni del nome che portano, hanno saputo tenere in grembo l’idea per un considerevole numero di anni. Il risultato è strabiliante! A 25 anni dalla loro nascita e 20 dal disco di esordio (Catartica) riescono a donarci un salto diretto nel 1990 che non può che suscitare applausi e lacrime di commozione. Un modo geniale per dire “Noi ci siamo ancora e, per chi l’avesse dimenticato, siamo questi qui!”. L’esito è inevitabile, il giudizio è pienamente conforme al dono. Il dieci tondo lo tengo in tasca e lo dispenserò soltanto a patto che Pansonica sia l’equivalente di “è stato un piacere essere stati amati da voi”. Perché il vero attore è colui il quale sa esattamente quando è il momento di uscire di scena.

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Hai Paura del Buio?: il cast completo dell’unica data a L’Aquila.

Written by Senza categoria

Torna il festival Hai Paura del Buio?, che l’anno scorso ha registrato il sold out nelle tre date di Torino, Roma e Milano: un evento capace di intrecciare l’estetica di una rassegna alla collaborazione e allo scambio di esperienze tra gli artisti coinvolti. Un festival all’interno del quale il pubblico assiste a performance uniche, muovendosi tra spazi, arti e registri diversi, facendosi “contaminare” dalla cultura. Il festival, ideato da Manuel Agnelli, quest’anno farà tappa il 4 ottobre a L’Aquila, in data unica, grazie all’impegno dell’associazione culturale Keep On. La scelta della città abruzzese non è casuale. Dopo la ferita del terremoto del 2009, L’Aquila è oggi il simbolo di quel “buio” che si può e si deve superare anche attraverso la cultura. Già nel maggio 2012 gli Afterhours, insieme a Il Teatro degli Orrori, diedero vita al primo grande appuntamento musicale dopo il terremoto. In quella circostanza venne chiesto a gran voce dalla cittadinanza e dalle istituzioni di non lasciare quell’episodio isolato ma di dargli seguito e contribuire così alla rinascita del tessuto sociale, in particolar modo quello giovanile, del capoluogo abruzzese. Anche per questa ragione si è lavorato a lungo con il sindaco e le istituzioni locali intorno all’ipotesi di far svolgere il festival nell’area del Set Action & Stage, giovane e coraggiosa realtà locale affiliata al circuito nazionale dei club riferito a Keep On. La sostenibilità di un festival gratuito come Hai Paura del Buio? è affidata in parte al Comune, che ha messo a disposizione le infrastrutture, in parte a una rete di sponsor privati e di giovani imprenditori locali che ha consentito di sostenere gli impegni economici, e per finire è resa possibile dalla disponibilità di tutti gli artisti coinvolti, che andranno in scena in cambio di un minimo rimborso.

Oltre alla partecipazione di Manuel Agnelli con i suoi Afterhours, l’edizione 2014 vedrà alternarsi sul palco:
Antonio Rezza e Flavia Mastrella (performance teatrale)
Piero Pelù (concerto)
Paolo Giordano con Plus (Minus&Plus) (reading)
Bachi da Pietra (concerto)
Versus – Cristiano Carotti VS Desiderio (performance dj e vj set)
Valentina Chiappini (performance)
Diodato (concerto)
Enrico “Der Maurer” Gabrielli + Sebastiano De Gennaro (musica contemporanea e attitudine punk)
Ghemon (hip hop)
Le Indiesponenti (dj set)
Graziano Staino (video-arte)
Isabella Staino (installazione pittorica)
Luminal (concerto)
Nebulae (danza)
Ura (concerto)

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Uomini, il libro su Edda e i Ritmo Tribale

Written by Senza categoria

Il primo libro biografia dei Ritmo Tribale che ripercorre la loro storia, ma anche quella della scena milanese in cui sono nati e cresciuti, fino ad arrivare ai giorni nostri con la carriera solista di Edda e i NoGuru, è opera di Elisa Russo. Frutto di cinquanta ore di interviste ai protagonisti riportate in forma diretta, in un racconto (c)orale. Viene ripercorsa la storia dei Ritmo Tribale, dall’incontro sui banchi del liceo negli anni Ottanta fino al successo dei metà Novanta e lo scioglimento. In mezzo alla storia dei Tribali: Manuel Agnelli e gli altri Afterhours raccontano di come passarono dai primi dischi in inglese a quelli in italiano grazie all’esempio di Edda e di come nacque un album come Hai Paura Del Buio?; vengono analizzati i cambiamenti della discografia (dalle indipendenti come la Vox Pop all’illusione delle major), si narrano le vicende del Jungle Sound e molto altro. Fino ad arrivare ai giorni nostri con il ritorno di Edda e la sua carriera solista e i NoGuru. Ci sono inoltre i testi delle canzoni, stralci di articoli e recensioni e più di 100 fotografie, di cui molte inedite. Ben tre prefazioni in apertura, Federico Guglielmi (Il Mucchio, Rumore, Blow Up, Radio RAI), Christian Zingales (Blow Up), Vittorio Bongiorno (scrittore e musicista).

Il 28 ottobre esce, inoltre,  il terzo disco solista di Edda (Stavolta Come Mi Ammazzerai?, Niegazowana). La prima presentazione del libro, invece, si terrà in Santeria a Milano il 10 ottobre alle ore 19; interverranno l’autrice, Edda, i Ritmo Tribale e Marco Maccarini (ex Vj MTV, oggi su la effe Tv) come presentatore. Il 15 novembre alle 13, l’autrice e Edda presenteranno il libro al Teatro Dal Verme, per BookCity Milano.

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Afterhours 27/08/2014

Written by Live Report

Il festival Contro, di Castagnole Lanze in provincia di Asti, marca, per i piemontesi, la fine dell’estate. E per me, con l’esibizione del 27 agosto degli Afterhours, chiude un cerchio iniziato tanti anni fa. Perché la band di Agnelli è stata la prima che ho visto dal vivo, in una di quelle occasioni assurde in cui sei ancora così piccola che tuo padre ti accompagna a vedere un concerto e sta fuori in auto a fumare per due ore, commentando fra sé quanto siano strani i tuoi amici. E sempre in piena adolescenza, il 27 agosto 2003 (chissà se gli organizzatori l’hanno scelta di proposito questa data anche per il 2014), ero a vederli per quella che era già almeno la terza volta della mia esistenza, esattamente a Castagnole, a urlare di volere una pelle splendida. Undici anni dopo, sulla soglia dei 30, posso dire che la mia pelle, nicotina e tutto, si difende alla grande. Ma su questo faremo bene a tornare tra una decina d’anni di sigarette, litrate di birra e vita varia. Gli Afterhours, in questo tour, suonano tutto Hai Paura del Buio, da cima a fondo con tanto di intro. Sono così filologici nella ripresa che sono persino vestiti come allora, con le loro camicie colorate dai colletti larghi e le giacche con un taglio di almeno una decade anteriore all’uscita del disco.

Ricordavo che la volta precedente, in piazza San Bartolomeo a Castagnole, Agnelli aveva censurato la bestemmia di “1.9.9.6.” per via della chiesa antistante. Nel 2014 ha vinto la filologia. Non crediate, nonostante l’adorazione brufolosa che avevo per la band, che io abbia passato gli ultimi dieci anni a farmi delle gran seghe mentali sui dischi degli Afterhours. Grazie a dio ho aperto i miei orizzonti e, se anche ho avuto modo di apprezzare alcune delle loro ultime fatiche, con I Milanesi Ammazzano il Sabato avevo smesso di seguirli. Ed ero veramente scettica sulle doti vocali di Agnelli che invece ci ha regalato esecuzioni di tutto rispetto e urla strazianti alla vecchia maniera su “Male di Miele”, “Lasciami Leccare l’Adrenalina” e su “Rapace”. Belle anche “Dea” e “Simbiosi”, intense come allora “Pelle” e “Voglio una Pelle Splendida”. C’è di che sentirsi vecchi a urlare la strofa di “Sui Giovani d’Oggi ci Scatarro Su” saltando come un’idiota e pensando che non cambia mai un cazzo, in fondo, in questa società. Finiscono il disco. Bravi bravi.

E ma che vuoi da gente che comunque suona da più di vent’anni. Escono di nuovo, si sono cambiati: tutti vestiti di nero, tranne quell’eclettico di Roberto Dell’Era che si è conciato in maniera del tutto improbabile, in un mix bianco ghiaccio tra Elvis e Elio e Agnelli annuncia che è venuto il momento di fare sul serio. Il pubblico, per altro poco numeroso (forse sconfortato dai venti euro di biglietto), è gasatissimo. Peccato che seguano venti minuti di rottura di palle devastante (“Spreca una Vita”, “Ci Sarà una Bella Luce”, “Costruire per Distruggere”, “Io So Chi Sono” e “Padania”). Aritadeci gli anni 90. E il secondo encore ci accontenta. Una “Strategie” tiratissima ci ricatapulta indietro nel tempo, giusto in tempo per far spazio a “La Verità che Ricordavo” e alla sempreverde “Non è per Sempre”. Mi stupisco di essere quasi la sola a cantare “Ballata per la Mia Piccola Iena”. Eppure quello era ancora un gran bel disco della formazione milanese. Seguono “La Sottile Linea Bianca”, “Quello che Non C’è” e, finalmente, “Bye Bye Bombay”. E su quella mi saluto. Saluto gli Afterhours che non credo onestamente rivedrò più nella mia vita, perché quell’epoca è finita, e saluto la piccola me, tutta fasci di nervi, incazzatura facile, grandi speranze, letteratura, ambizioni, speranze e psicodrammi che non sono un cazzo rispetto a tutto quello che viene dopo, nel bene e nel male.

Io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va.

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Le Superclassifiche di Rockambula: Top Ten anni Novanta

Written by Classifiche

Nuove date live per il tour estivo degli Afterhours

Written by Senza categoria

Altre date si aggiungono al tour estivo degli Afterhours. A grande richiesta, la band guidata da Manuel Agnelli si esibirà sui maggiori palchi italiani la prossima estate, in una serie di show che toccherà lo stivale da Nord a Sud in uno spettacolo tutto nuovo.
Annunciamo oggi l’aggiunta delle tappe di Trento, Castagnole Delle Lanze e, dopo il grande successo dello show di Rimini, quello di Ravenna!

Di seguito le date aggiornate del tour estivo di AFTERHOURS

03.05 POLLICA (SA), Acciaroli – Torre Caleo, Slow Festival Viviamocilento
02.07 TRENTO (TN), Summer Festival
11.07 PADOVA Sherwood Festival
17.07 GENOVA Arena del Mare / Porto Antico
18.07 VILLAFRANCA (VR) Castello Scaligero
23.07 BRESCIA Piazza della Loggia
25.07 PRATO Piazza Duomo
26.07 PESCARA Stadio Adriano Flacco (Antistadio)
28.07 ROMA Rock In Roma
27.08 CASTAGNOLE DELLE LANZE (AT), Piazza San Bartolomeo
06.09 SESTO SAN GIOVANNI (MI) Carroponte
12.09 RAVENNA (RA), Festa Democratica

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Marlene Kuntz 07/03/2014

Written by Live Report

Scrivono qualche ora prima del live sulla loro pagina facebook i Marlene Kuntz: Che dirvi? Siateci. Non per Sonica. Ma per i Marlene, nuovi, vecchi, soliti, insoliti, consolidati, in movimento costante, imprevedibili, prevedibili. Ma Marlene. Reduce dagli ultimi anni in cui li ho visti suonare nei luoghi più improbabili e annaspare proponendo novità ad un pubblico ristretto benché consolidato – e non più tanto giovane – che a gran voce chiedeva di ascoltare nient’altro che le pietre miliari, mi appresto ad affrontare la serata con buone dosi di sfiducia e alcool in circolo. I presi male, come dicono a Torino, non vengano a intristirci qua, se gli è possibile, scrissero testualmente sul proprio sito web i MK annunciando l’uscita del nuovo album. Mi sa che parto proprio male.

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Che poi io me lo immagino Cristiano, a incazzarsi con questi social network di merda. Deve aver fatto una fatica immane nel momento in cui si è lasciato convincere che lo strumento imprescindibile per chi fa musica è ormai il web, senza il quale d’altronde la metà insulsa del panorama underground italiano non avrebbe modo né ragione di esistere. Di recente, in una intervista, Manuel Agnelli, alla domanda sul perché avessero intrapreso l’avventura della nuova release di Hai Paura Del Buio? ha risposto così: “Uno dei motivi, oltre che per far festa e fare una cosa finalmente celebrativa, cosa che non facciamo mai, è stato per ‘togliercelo dai coglioni’ definitivamente”. Cristiano Godano è evidentemente di altro avviso rispetto al frontman degli Afterhours. Ed è singolare che la reazione ad un forse inevitabile declino arrivi nello stesso momento ma in maniera così diversa per le due formazioni che costantemente paragonate hanno attraversato di prepotenza gli anni 90 del Rock italiano lasciando un’eredità che oggi tutta la scena Indie nostrana raccoglie, in molti casi seminando poco in cambio. Questa però è una riflessione che farò più tardi. Per ora sono ubriaca, ma il giusto, giusto un po’, e penso che il nuovo disco (Nella Tua Luce, uscito la scorsa estate per Sony Music) non mi fa impazzire. Tale pensiero mi scaraventa per direttissima in quel pubblico non più tanto giovane. Per riprendermi dal duro colpo vado a farmi un altro vodka-tonic.

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Poi Godano arriva, con una delle sue camicie androgine rigorosamente sbottonata, ed è una deflagrazione. Energico e raffinato, questo show in cui mi aspettavo gente gridare da sotto il palco la nota preghiera che fa Lieve-Festa Mesta-Sonica, e invece siamo tutti con le orecchie tese ad ascoltare e la stessa espressione piacevolmente sorpresa. Il vodka-tonic mi dura fino alla fine del nuovo album. Lo srotolano sulla folla pezzo dopo pezzo senza intermezzi nostalgici ne’ pause. i Marlene sono qua per suonare, vada per i social network e tutti gli altri fronzoli che piacciono agli ascoltatori degli anni 2010 ma loro sono musicisti, e lo erano anche quando il resto non c’era nemmeno. La qualità di arrangiamenti ed esecuzione sono quelle di professionisti con una discreta dose di esperienze live alle spalle, e si fondono con le dissonanze e la potenza a cui ci hanno abituati vent’anni fa. È un live coinvolgente in cui più che apprezzare l’intensità dei testi – noto con disappunto che Godano continua ad abusare della parola “capogiri” da dieci anni a questa parte – mi lascio travolgere da un paio di iperboliche code strumentali, possenti e sontuose, al termine delle quali lui guarda giù fiero e sembra quasi dire che per quanto gli riguarda possiamo andare a tutti a cagare insieme ad Ape Regina. Non ci concederà di dimenarci sulle note degli storici Marlene Kuntz. Terminati i brani di Nella Tua Luce, dai vecchi album riesuma solo brani sconosciuti ai più, come “Cara è la fine”, prima traccia di un album come Che Cosa Vedi che per i fedelissimi equivale a dire l’inizio della fine (in molti tra i fan della prima ora non gli perdonarono quella scappatella con Skin), chiudendo post-bis addirittura con un pezzo come “Uno”, dall’album omonimo, che senza entrare in merito alla qualità delle produzioni dei MK degli ultimi anni, è forse l’ultimo che al pubblico verrebbe in mente di acclamare a fine concerto.

È andato tutto secondo i piani. Insoliti, consolidati, in movimento costante. E dopo vent’anni è una scelta coraggiosa e antitetica all’autocelebrazione di Manuel Agnelli. Mi sa che agli Afterhours gli dò buca ‘sto giro.

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Hai Paura del Buio? Si conclude il festival itinerante.

Written by Senza categoria

Si chiude il 30 ottobre con un evento eccezionale all’Alcatraz di Milano il ciclo di festival “HAI PAURA DEL BUIO?” che nei due precedenti appuntamenti a Torino e a Roma ha registrato il tutto esaurito richiamando un pubblico di oltre dodicimila persone. La data milanese “Soleterre ReLOVEution Festival powered by HAI PAURA DEL BUIO?” è organizzata in collaborazione con l’organizzazione umanitaria Soleterre, alla quale sarà devoluto l’intero ricavato della serata per sostenere il “Programma Internazionale di Oncolgia Pediatrica” – attivo in Ucraina, Marocco, Costa d’Avorio, India e Italia – che garantisce accesso alle cure e sostegno a più di 8.000 bambini malati e alle loro famiglie. Di grande rilievo culturale, artistico e spettacolare il folto cast che animerà i vari spazi dell’Alcatraz a partire dalle 19.

ECCO IL CAST:

– Afterhours super set + special guests: Piero Pelú, Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Pierpaolo Capovilla e Giulio Ragno Favero (Il Teatro Degli Orrori) (concerto)

– Antonio Rezza e Flavia Mastrella (performance teatrale)

– Paolo Giordano con Minus&Plus (reading)

– Marta sui Tubi (concerto)

– Cristiano Carotti (installazione)

– Valentina Chiappini (performance)

– Giacomo Costa (installazione)

– Giano (danza e azione)

– Nebulae (danza)

– OoopopoiooO (performance)

– OvO (concerto)

– Max Papeschi (video-arte)

– Daniele Ronda (concerto)

– Graziano Staino (video-arte)

– Isabella Staino (installazione pittorica)

– Pierpaolo Capovilla (reading)

– Chamber trio: Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Angelo Maria Santisi (musica da camera)

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Annunciato il cast torinese di Hai Paura del Buio2013

Written by Senza categoria

Mentre ancora si attende la line up del Traffic Festival di Torino, è già stata annunciata una serata della rassegna itinerante con la direzione artistica di Max Casacci dedicata a Hai Paura del Buio 2013, un percorso artistico e geografico tra la musica alternativa italiana, voluto da Manuel Agnelli degli Afterhours. Ecco dunque il cast della serata piemontese:

 
AFTERHOURS (concerto elettrico)

CRISTIANO CAROTTI (installazioni)

MATTEO CASTELLANO (concerto)

GUIDO CATALANO (poesia)

VALENTINA CHIAPPINI (performance)

DARGEN D’AMICO (dj set)

ELEONORA DI VITA (danza)

FUZZ ORCHESTRA (concerto)

ENRICO GABRIELLI (orchestrina di liscio/der mauer- avanguardia)

IL TEATRO DEGLI ORRORI (concerto)

LA MORTE (concerto esibizione)

MARTA SUI TUBI (concerto)

ANTONIO REZZA E FLAVIA MASTRELLA (teatro)

MOTUS (performance teatrale)

GRUPPO DI SLAM POETRY CURATO DA MARCO PHILOPAT (contest di poesia)

DANIELE SILVESTRI (concerto)

GRAZIANO STAINO (video performance)

ISABELLA STAINO (installazione pittorica)

VINCENZO VASI (performance)

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