Soul Revolution – People

- Genere: Soul, Folk
- Data uscita recensione: 30 Novembre 2012
- Etichetta: Autoprodotto
- Voto: 1,5/5
- Website: http://www.soulrevolution.it

by Riccardo Merolli

Soulrevolution

La musica quasi sempre racconta storie, di vita, di amore, di morte. Quasi sempre racconta di qualcosa o qualcuno, del desiderio o della sofferenza. Si staccano dal brutto concetto di cover band i Soul Revolution e registrano un disco d’inediti variegati chiamato People. I Soul Revolution sono un duo acustico formato dalla cantante italo/inglese Deborah Baratelli che non potendo dare risalto alla propria appartenenza anglosassone si modifica il nome in Dee Bee (che forse farà più indie) e dal chitarrista Fabrizio Scafetti. Bene, prima parlavamo del passato da cover band di questi ragazzi dal curriculum interessante e stizzoso, loro hanno girato la capitale tra teatri e locali per proporre la propria interpretazione di cover internazionali cantate in ben cinque lingue! (italiano-inglese-francese-spagnolo-portoghese). Sicuramente un bel progetto poco comune, direi interessante ma non riesco a trovare un nesso logico con la voglia forzata di registrare un disco originale, è vero che l’arte si misura in originalità ma non bisogna mai varcare il confine della decenza.

Prendiamo il loro disco People e cerchiamo di capire cosa c’è dentro con estrema calma e franchezza. Il disco racconta di storie normali di tutti i giorni, come dicono loro un disco scritto tra la gente, cantato in maniera ineccepibile dalla cantante Dee Bee (ormai ti chiamerò in questo modo) e suonato (soltanto tecnicamente) maledettamente bene dal chitarrista Scafetti, le innovazioni musicali purtroppo non sono minimamente sfiorate lasciando spazio ad un caos devastante. Mancano completamente legami tra tutte le canzoni proposte, una cozzaglia di generi inverosimilmente spalmati nel disco, c’è bisogno di riprendere fiato per affrontare nuovamente l’ascolto dell’album. Swing, folk, tango, rock, tarantelle e tarantolate, capricci e depressione, voci angeliche turbate, insomma, l’inferno di Dante nel cerchio degli adulatori (questa volta musicali). Con pazienza quasi record porto a termine l’ascolto di qualcosa che poteva essere molto ma molto meglio, bisognava lasciarsi andare al sentimento personale dei musicisti, si è giocato ad una sorta di “butta tutto nel calderone” senza buoni risultati, si è pensato troppo alla tecnica e poco all’armonia dei riff sempre troppo ingessati.

People racchiude l’essenza della strada ma non riesce a tirarne fuori le verità, un modo troppo chiuso e condizionato ruota attorno ai Soul Revolution, Dee Bee (continuo ad evocare la figaggine British) e Fabrizio Scafetti avrebbero bisogno di suonare musica in maniera meno sintetica dimenticando per una volta programmi televisivi e smanie allunga curriculum. La musica è prima di tutto verità, il resto purtroppo è solo merda.

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