Rhyme – The Seed And The Sewage

- Genere: Stoner, Thrash
- Etichetta: Bakerteam Records
- Voto: 3/5
- Website: http://www.rhymeband.com/website

by Vincenzo Scillia

Rhyme - The Seed And The Sewage

Ero davvero curioso di ascoltare i Rhyme; già tempo fa sentii parlare di loro. Poi, nella mail, mi capitava di trovare spesso della pubblicità da parte della My Kingdom Music che mi evidenziava l’ uscita del loro nuovo disco, stipulando cosi delle discrete premesse per non portarla troppo alla lunga. Mi decisi a prestargli attenzione. Le news li presentavano ottimamente, come lo stesso le foto promozionali e il loro logo;  insomma, tutto si preannunciava nel migliore dei modi, almeno fino all’ ascolto del nuovo disco, The Seed And The Sewage.  I Rhyme, sia  chiaro, sono un gruppo ben preparato tecnicamente e durante l’ ascolto dell’ album ve ne accorgerete ma,  venendo al nocciolo della questione, il loro intoppo stilistico è tutto nella eccessiva ripetitività che, precisamente, si nota con evidenza da “Fairytopia”, la quinta traccia del disco, in poi.  Il primo ascolto fila liscio ma già il secondo diventa pesante da mandare giù; magari potranno attrarre le prime tre canzoni che in un modo o nell’ altro hanno i loro perché: “Manimal” è pulsante e ritmata, una buona apertura tutto sommato e poi “The Hangman” e “Blind Dog”, anche queste di un certo spessore.  “Slayer To The System”  si ammorbidisce un po’ rispetto alle tre precedenti  ma comunque la struttura piano/forte fa il suo effetto. Da questo momento in poi il disco diventa piatto e monotono e la sensazione è che sia un vero peccato perché i Rhyme hanno talento.  The Seed And The Sewage è cosi un disco che finisce per non convincere poi molto; sicuramente raggiunge la sufficienza perché in un modo o nell’ altro la stoffa c’è ma ha lasciato un po’ l’ amaro in bocca il loro sforzo, che attenzione, non è minimo ma probabilmente superficiale. Il disco parte discretamente e mostra ottime intenzioni ma purtroppo sfocia nella ripetitività e nella tediosità che senza ombra di dubbio finiscono per influenzarne il giudizio. Voglio esagerare comunque; a parer di chi scrive questo disco poteva essere un capolavoro, le prime tracce, come dicevo, hanno davvero una marcia in più e un potenziale certamente notevole ed è da li che si capiscono i Rhyme. Non posso che attendere il prossimo disco con la speranza che questa volta facciano davvero centro, perché tutto sommato possono farlo, eccome.

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