A Buried Existence | Ferocity
- Genere: Thrash
- Etichetta: Autoprodotto
- Data di uscita: 10 marzo 2010
- Voto: 4/5
- Website: http://www.myspace.com/aburiedexistence
Provengono da Catanzaro e sono arrabbiati, anzi inferociti. Il quartetto è dedito ad un Hardcore ed un Thrash che ricorda in parte i nostrani Necrodeath e in parte i possenti Exodus, mischiate il tutto con un pizzico di elettronica ed otterrete la proposta dei quattro. Chi sono? Signore e signori ecco a voi gli A Buried Existence, band che ci presenta il loro primo EP intitolato "Ferocity". Partiamo col dire che è un mini cd ben lavorato sia per quanto riguarda la strumentazione, il sound e i vari mixaggi. Per essere un autoprodotto il lavoro svolto è più che buono, conferma del fatto che quando un gruppo (o una persona) ama la musica e ciò che fa è impossibile sbagliare o sfornare un cattivo prodotto e "Ferocity" è la prova inconfutabile. Negli A Buried Existences troviamo membri di gruppi che nella scena catanzarese hanno una certa fama. Presentando gli artisti, il gruppo è composta da: Gianluca Molè (Glacial Fear,C02) alla chitarra, Marko Veraldi (Land of Hate, Uranium 235) alla voce, Tat0 (Glacial Fear,Zora) al basso e Alessandro Vinci alla batteria .L' EP qui presente contiene quattro tracce una più interessante dell' altra. Si parte con la potente "Revenge", che vanta di ottimi riff ed un cantato da parte di Marco veramente eccezionale. Successivamente troviamo "Perverted Churc", particolare canzone che mette allo scoperto la bravura dei quattro ragazzi; ottimi sono gli stacchi da un riff all' altro e incantevole è l' assolo presente. La terza traccia è "Reborn In The Sick", molto tecnica e grintosa, infine, c'è la conclusiva "New World Disaster", simile alla precedente ma comunque di alto calibro. Personalmente, ho ascoltato vari lavori dei Land Of Hate e degli Zora, sapendo di che pasta sono fatti questi ragazzi mi sembrava quasi impossibile che un disco creato da loro fosse scadente. Non mi resta che complimentarmi con gli A Buried Existence, sperando che seguano sempre questa strada e facciano musica col cuore, come fatto fino ad ora. Bravi.
Vincenzo Scillia
