Him | Screamworks: Love In Theory And Practice
- Genere: Love Metal
- Etichetta: Sire Records Warner Bros
- Data di uscita: 8 marzo 2010
- Voto: 3/5
- Website: http://www.heartagram.com
Dopo tre anni di attesa, ecco finalmente il nuovo disco dei finlandesi HIM, i love metallers che o si amano o si odiano. Il successore dell' eccellente "Venus Doom", è il disco che tratteremo e si intitola "Screamworks: Love in Theory and Practice". Da grande Fan di Valo e soci, posso confermare che la band sforna alternativamente un album stupendo ed un altro che lascia l' ascoltatore con l' amaro in bocca e quest' ultimo è il caso o periodo di "Screamworks: Love in Theory and Practice". Il disco in questione perde quelle grandi qualità che gli HIM ci hanno sempre mostrato: la voce di Valo non è candita e suggestiva come le altre volte, non c'è quel filo di cupezza che tanto ci piaceva; Linde, il chitarrista, è quasi sprecato, a parte dei modesti riff non c'è nulla che gli renda onore come ad esempio qualche strabiliante assolo presente in "Razorblade Romance", "Love Metal" e "Venus Doom"; infine Migè e Gas eseguono parti a volte scontate e banali, forse qualche attenzione in più c'è stata per la batteria ma nulla di eclatante. Chi invece ha avuto un grande ruolo in questo disco è Burton, il tastierista: ottime le sue prestazioni, il lato positivo di "Screamworks: Love in Theory and Practice" è dovuto proprio al suo operato che attraverso synth ed effetti dona una certa anima al disco. Citando qualche canzone, le prime da nominare sono: l' opener "In Venere Veritas", melodica e veloce; "Love, the hardest way" che è la ballata più riuscita; "In the Arms Of Rain" che per certi versi è molto interessante e proprio in questa traccia si nota l' efficace contributo di Burton e infine c'è "The Foreboding Sense Of Impending Happiness". In conclusione "Screamworks: Love in Theory and Practice" è un disco abbastanza monotono e ripetitivo, in tutta la discografia degli HIM l' album che più mi ha deluso è stato "Dark Light", il timore che ci fosse un seguito di questo disco, nel senso un lavoro simile, era immenso. Purtroppo cosi è stato, "Screamworks: Love in Theory and Practice" è un album poco curato che difficilmente può essere riportato al concetto di arte, sta di fatto comunque, che i Fan più affezionati possono sperare nel prossimo disco, che visto l' andazzo del gruppo molto probabilmente sarà buono o almeno migliore di questo.
Vincenzo Scillia
