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Egomotel | Ep

Tutte le band indie-rock, e simili, italiane sono sempre e comunque state influenzate dalla musica inglese e a causa di ciò, secondo molte band emergenti, per aprirsi più strade o farsi conoscere sul web, é necessario cantare in inglese, quando magari la loro pronuncia o il loro inglese non é il massimo: di certo questo non é il caso degli Egomotel.
Questa band, non tanto emergente poiché già attiva dal 2005 ma ovviamente non considerata poiché "alternativa" e per un pubblico "diverso" (maledette riviste musicali che pensano a fare gossip e maledette case discografiche aggiungerei), con questo EP si fa valere mostrando che anche cantando in italiano si va avanti.
L'Ep é costituito da quattro tracce intense e orecchiabili: inizialmente si può pensare alla solita band "powerpop" italiana con nulla di diverso rispetto a tante altre band; dopo pochi ascolti però ci si rende conto che non é proprio esatto affermare questo.
Più si ascolta l' EP, più ci si rende conto di come cresca e di quanto sia tecnicamente brava questa band: congratulazioni agli Egomotel, soprattutto al chitarrista e relative schitarrate, con qualche influenza alla "Bellamy" (Muse) in particolar modo nella traccia "L'uomo teme di sè", e al vocalist che ha una voce molto pulita e piacevole.
Gli elementi fondamentali della musica, ovvero ritmo, melodia e armonia, in questo EP si legano talmente bene e in modo chiaro tra loro tanto che l'ascoltatore viene preso all'istante dalle canzoni di questa Band.
I testi delle canzoni, e ringrazio la band per avermeli spediti con tutto il materiale, inoltre rendono benissimo con i tre elementi sopra citati: anche in questi ho notato un po' di influenza Muse, ma mi sono sembrati comunque molto personali e reali.
Un Ep, dunque, semplice, orecchiabile e piacevole. Buon ascolto.

Tere Effe.