Rap, conigli bianchi e influenze cosmiche | Intervista a Merio

- Data: 16.11.2018

by Antonio Azzarone

Rapper, 30 anni, bresciano, dal 2009 Merio ha dato vita con Frah ai Fratelli Quintale. Nel giugno del 2015 il duo pubblica il proprio ultimo disco, Tra il bar e la favola, ottenendo il maggior successo. Nel 2016 decidono entrambi di dedicarsi ai propri progetti solisti e Merio comincia pubblicando 4 singoli, seguiti l’anno successivo da da altri 4, per i quali sperimenta collaborazioni anche con artisti d’oltremanica. Si tratta per lui dell’inizio di un cambio di passo, per sua stessa ammissione alla ricerca di qualcosa che rimanga nel tempo e non sia solo espressione del momento.

A poca distanza dalla release del suo primo album da solista – Pezzi di Merio, uscito il 28 settembre scorso per Costello’s Records – ieri alla Latteria Molloy di Brescia è iniziato il “Pezzi di Stories Tour”. Questo sabato invece il rapper sarà sul palco del Circolo Ohibò di Milano [ qui l’evento Facebook ] e noi lo abbiamo intercettato per fare il punto sul suo momento musicale e gettare lo sguardo sul prossimo futuro.

Hai raccontato che Pezzi di Merio rappresenta la tua rinascita dopo un periodo difficile: sei soddisfatto dell’accoglienza che pubblico e critica stanno riservando al disco?

La prova del nove sono i live. Ieri abbiamo iniziato il tour con la prima data a Brescia, è stata una bomba. Stasera siamo a Roma e domani saremo a Milano, per adesso non mi posso lamentare.

Quando si parla di te nelle interviste e nelle recensioni dei tuoi lavori si rimarca spesso il tuo essere un rapper bresciano. Qual è il rapporto con la tua città?

Brescia è la mia città, mi ha formato e la porterò dentro di me per sempre, ora è il momento di andare verso altri lidi e far conoscere il pirlo a tutti.

In “Come no” ti scagli contro la società dell’apparenza, di chi vorrebbe confondere la vita con Instagram. Anche tu però lo utilizzi molto e hai denominato il tour “Pezzi di Stories”: cosa pensi dei social network?

È il modo più semplice e diretto per conoscere la gente che ti segue e restarci in contatto, io in primis ho collaborato con gente conosciuta sui social. A volte si creano connessioni importanti.

Hai appena pubblicato un nuovo singolo, “Mario Martello”, a soli due mesi dall’album, peraltro preceduto da altri singoli nei due anni precedenti. Credi che nell’era dello streaming sia più importante comunicare immediatamente con il pubblico piuttosto che attendere di completare un album?

Buttare fuori singoli sicuramente ti dà la possibilità di restare in contatto con chi ti ascolta. Fare un disco vuol dire dare concretezza a un progetto, il disco è sempre il disco. Ne ho già un altro praticamente pronto.

Il rap vive un momento di grande popolarità, testimoniato dal successo mediatico di molti artisti; è il rap il nuovo pop?

Finalmente sì. C’è una scena molto valida e anche il grande pubblico se ne sta accorgendo.

Rispetto ai tempi dei Fratelli Quintale, i tuoi testi appaiono un po’ addolciti e alcuni brani, in particolare “Settembre” sono più avvicinabili alla forma canzone. Sarà questo il tuo percorso futuro?

Io ho un approccio molto punk nei confronti della creatività, non so mai come sarà la prossima traccia.

Cosa ti aspetti da questo tour?

E tu cosa ti aspetti da questo tour?

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