Point break – A Fuoco

- Genere: Alternative rock
- Etichetta: autoprodotto
- Voto: 5/5

by Marco Vittoria

point break - a fuoco

I Point Break sono un quintetto pesarese nato a cavallo fra il 2006 e il 2007 dall’amicizia che lega i fratelli Alessio e Tommaso Nicolini ed Andrea Piga a cui nel tempo si sono aggiunti nel tempo dopo alcuni cambi di formazione Francesco Franzese al basso e Marco Mattei alla chitarra.

Con questa lineup arrangiano, scrivono le musiche, co-producono e registrano le 10 tracce dell’album d’esordio “A fuoco” che vede la produzione artistica di Cristiano Santini (ex leader dei Disciplinatha, gruppo che gravitò nell’orbita del Consorzio Produttori Indipendenti e produttore tra i tanti di C.S.I. e Diathriba).
Durante i loro anni di vita hanno anche avuto occasione di aprire i concerti per bands prestigiose quali Le Vibrazioni e A toys Orchestra.
Il loro è il tipico rock all’italiana (Negrita o Litfiba) ma il loro stile semmai è molto più simile a realtà indipendenti quali Afterhours o Marlene Kuntz.

Questo lavoro si presenta energico e frizzante, molto curato nei dettagli, dai testi alla grafica del booklet interno e ben si presta all’airplay radiofonico.
Il successo insomma potrebbe davvero essere dietro l’angolo, soprattutto se troveranno l’attenzione che meritano da pubblico e massmedia.

Le  ballads presenti nell’album “In Un Solo Minuto” e “Nè Tormento Nè Passione” inframezzano un sound compatto e granitico fatto di vero rock forgiato dalle chitarre dei Nicolini e di Mattei ben coadiuvati da Piga e Franzese ed in alcuni brani anche dalla voce di Sarah Fornito delle Diva Scarlet ai cori che ha accettato di essere ospite del progetto nonostante fosse impegnata nel tour promozionale del loro ultimo album “Non + silenzio” prodotto artisticamente da un altro guru della musica alternativa, Giulio “Ragno” Favero (Il teatro degli orrori, One dimensional man, Zu, etc.).

Il brano più riuscito del disco è sicuramente “Gigante”, ma le liriche di “Fragile” o di “Testa nel cuore” mi hanno conquistato decisamente al primo ascolto (Godano influenced?).
Insomma per essere un disco autoprodotto “A Fuoco” è davvero ben riuscito e non posso che augurare tutto il meglio a questa band che ha dimostrato che cantare in italiano non è poi così limitante negli anni duemila, può essere anzi il vero punto di forza di una realtà emergente quale i Point Break.

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2 Commenti a Point break – A Fuoco

  1. Pingback: Rockambula parla di “A fuoco” | Point Break

  2. Point Break scrive:

    Grazie mille!

    Point Break
    /www.pointbreakrock.com


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