Libra – Sottopelle

- Genere: Elettro Minimal
- Etichetta: Volcan Records
- Voto: 6/10
- Website: http://libraofficial.tumblr.com/

by Simona Ventrella

La dicitura musica elettronica sta diventato sempre più un cliché musicale, quasi un epiteto necessario da appiccicare a un disco o a un pezzo, come se magicamente le parole synth e laptop potessero creare un’aurea “figa” a prescindere dalla qualità, dal genere, insomma dalla musica. Abbiamo detto Elettronica, adesso aggiungiamoci Minimal e anche qui si apre un immaginario popolato principalmente da club berlinesi e gente in trip. Con queste premesse Elettro – Minimal ci appare come un binomio agghiacciante, quasi demoniaco e invece i romani Libra con il loro disco Sottopelle, uscito a fine 2013, riescono a darci una propria visione interessante da ascoltare. Dieci brani che esprimono a pieno il concetto chiave di Minimal, suoni melodici che portano l’ascoltatore verso un viaggio mentale che in questo caso ha ancora la freschezza di un gruppo giovane e riesce a risultare più istintivo e diretto.

La scelta vincente in questo lavoro non sta nell’uso di loop in costante ripetizione o bassi potenti e calibrati, ma nella decisione di non sacrificare la parte melodica e nella capacità di scrittura che accompagna i brani. Storie metropolitane, ovattate come se immerse in un campo nebbioso, di giovani che si confrontano con l’amore, il sesso e la droga. Questo mix tra elettronica e melodia fa si che brani come “Zoe”, “Sottopelle” e “La Calma” riescano a catturarti nel loro mondo che al contrario delle veloci realtà che raccontano, risulta fluido, dilatato nello spazio e nel tempo. Parole e musica rimangono abbastanza costanti per tutto il disco e, sebbene la voce di Iacopo Sinigaglia si sposi molto bene con il mood generato, mancano dei veri slanci di brio che diano un booster emotivo forte. L’immaginario cupo che emerge ci fa vedere un mondo perlopiù buio, che al tempo stesso è un vuoto da riempire (“La Noia”), un vortice che ti porta via con sé (“Vortice”), un triste epilogo (“Non è mai per Sempre”). Nel complesso possiamo sicuramente definirlo un disco d’esordio ben fatto, che porta in sé intuizioni interessanti, margini di miglioramento e che rappresenta per i Libra un deciso primo passo.

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