ITALIANS CHOOSE IT BETTER ♥ i migliori live al Primavera Sound 2018 secondo gli artisti italiani

by Maria Pia Diodati

Pare che il Primavera Sound Festival di Barcellona sia il preferito dagli italiani. Chi c’è stato potrà confermarvi che sì, in quei giorni al Parc del Forum è più probabile imbattersi in un’orda di baresi che di catalani. A noi italiani piace prendercela comoda e mangiare bene anche quando si tratta di un panino in piedi e di corsa in quei dieci minuti che si hanno a disposizione tra una performance e l’altra, per cui il Primavera è quel che fa per noi.
Anche tanti artisti della scena indipendente nostrana apprezzano la formula collaudata di questa rassegna giunta ormai alla sua diciottesima edizione. Vanno anche loro Barcellona per ammucchiarsi felici sotto ai palchi – ma anche per salirci in veste di performer – e anche quando sono impossibilitati a partecipare alcuni sono così masochisti da spulciarsi la line up e sospirare pensando ai live che vorrebbero assolutamente vedere.

In vista dell’uscita della famigerata timetable, ho chiesto ad alcuni musicisti – ai miei preferiti, obviously – di darmi qualche dritta sugli act da non perdere quest’anno, suggerimenti da parte di addetti ai lavori che potessero aiutarmi anche a scoprire qualcuno tra i nomi meno noti in cartellone.
Ottima idea, ne è venuta fuori una selezione davvero interessante e variegata – ma anche pessima, ché mi sa che ora sarà ancora più difficile stilare il mio programma.

GRIZZLY BEAR
scelto da ♥ Populous

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Alfiere della ‘Cumbia-mania’, Andrea Mangia aka Populous è tra i connazionali più noti all’estero – non a caso tra i tre artisti ospiti del Primavera Pro 2018 in rappresentanza dell’Italia. Scovando ispirazioni sonore in giro per il mondo, Populous campiona, taglia, cuce e trasforma in musica le suggestioni dei suoi viaggi. E così dopo una tappa a Lisbona è nato il suo ultimo album, Azulejos.

“Sarò banale, so di nominare una band che non è più cool come cinque o sei anni fa ma poco importa, perché in un periodo pieno di hype che spesso sono sinonimo di vere e proprie truffe mediatiche, io voglio consigliare qualcosa di certo, quasi scientifico. I Grizzly Bear li ho visti tre volte – due delle quali proprio a Barcellona – e sono una cazzo di vera band, che suona e canta come Cristo comanda. Io poi ho un debole per Ed Droste, ma questo è un altro discorso…”

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METÁ METÁ
scelto da ♥ Daniel Plentz (Selton)

selton_metameta_rockambulaDaniel è alle percussioni dei Selton, band brasiliana formatasi a Barcellona e attualmente di stanza a Milano. Da questi presupposti è nato un pop ritmato e coloratissimo, che parla in maniera schietta di multiculturalismo e integrazione. Dopo l’esordio nel 2008 con l’album Banana A Milanesa – riproposizione in portoghese di alcuni brani di Enzo Jannacci e Cochi & Renato – inizia la collaborazione col produttore Tommaso Colliva, a cui seguono altri quattro dischi: l’ultimo si chiama Manifesto Tropicale ed è uscito a settembre dello scorso anno per Universal Music Italia.

“Vi segnalo i Metá Metá, un gruppo indipendente di São Paulo, che di recente ha dato nuova vita alla scena undeground brasiliana. La loro è world music con profonde radici afro-americane, contaminata da punk e jazz e tonificata dalla suggestiva voce di Jucara Marcal.”

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SUPERORGANISM
scelto da ♥ Andrea Guagneli (Brothers in law)

brothersinlaw_superorganism_rockambulaAndrea lo potete trovare da Black Marmalade Records a Pesaro, o al seguito di Havah in giro per l’Europa, ma soprattutto dietro le pelli dei Brothers in law: progetto noise pop dalle Marche con due dischi all’attivo – Hard Times for Dreamers e Raise, usciti entrambi per il collettivo WWNBB rispettivamente nel 2013 e nel 2016 – e una passione innegabile per riverberi e delay, con cui il quartetto riesce ad alternare parentesi eteree di stampo shoegaze a momenti epici e tonificanti.

“Il live che consiglio è quello dei Superorganism, collettivo di Londra capitanato da una cantante giapponese appena diciassettenne. Formazione alquanto curiosa. Pop stravagante moderno e divertente con richiami di elettronica che ricordano vagamente i primi MGMT e le atmosfere degli Avalanches. Hanno esordito ad inizio marzo con un ottimo album che scorre veramente bene.”

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THE NATIONAL
scelto da ♥ Anna Viganò (Verano / L’Officina della Camomilla)

verano_thenational_rockambulaDopo tre anni con L’Officina della Camomilla, Anna è ormai pronta per dedicarsi al suo progetto solista. Dopo l’ep omonimo uscito nel 2016 per Garrincha Dischi, l’11 maggio è in arrivo Panorama, l’esordio in long playing targato Verano, fuori per 42 Records. Nel frattempo l’anno scorso sul suo giradischi è passato un album che si chiama Sleep Well Beast e che pare ci resterà ancora a lungo.

The War On Drugs, Beach House, Grizzly Bear… non so scegliere cosa mangiare a pranzo, figuriamoci uno solo tra i nomi del Primavera! Il disco che ho ascoltato di più nell’ultimo anno però senza alcun dubbio è l’ultimo dei The National. (Ci sono poche band in grado di toccare delle corde così profonde e di farlo in un modo che è allo stesso tempo una sberla e una carezza. Loro sono in assoluto una di quelle. Amo la loro raffinatezza, nei suoni così come nelle scelte estetiche, mai banali e di una apparente semplicità che disarma.”

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SPIRITUALIZED
scelto da ♥ Carlos Valderrama (Fitness Forever)

fitnessforever_spiritualized_rockambulaCompositore e poli-strumentista, Carlos Valderrama è l’alter ego di Gaetano Scognamiglio quando è al timone dei suoi Fitness Forever. Easy listening come filosofia di vita, la retromania ironica e sfacciata del loro culto per l’italo disco e la capacità di scrivere un pop estremamente radiofonico a base di groove ed eleganza: questi gli ingredienti che rendono unico il collettivo partenopeo. “La scena musicale italiana di oggi, a parte i Fitness Forever, è tutta un’imitazione di musica straniera”: parola di Erlend Øye dei Kings of Convenience.

“La mia raccomandazione per il PS 2018 è per il mercoledì – giorno che si preannuncia già molto ricco ed interessante! Ci sono gli Spiritualized di Jason Pierce in una veste molto speciale, in cui la band sarà affiancata da coro e orchestra – livelli di epicità altissima e lacrimuccia garantita per un’autentica leggenda della psichedelia cosmica!”

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TOLOUSE LOW TRAX
scelto da ♥ Jukka Reverberi (Giardini di Mirò / Spartiti)

jukka_tolouse_rockambulaUno che in fatto di musica non rischia mai di annoiarsi: oltre a militare nella storica formazione post rock Giardini di Mirò da qualche anno Jukka Reverberi si dedica anche al progetto Spartiti, dove le sue sperimentazioni sonore si uniscono allo spoken di Max Collini degli Offlaga Disco Pax. Anche Jukka a quanto pare è vittima del fascino di Jason Pierce, ma anche della nuova veste solista di Detlef Weinrich.

“Dovessi scegliere un solo live tra quelli proposti al Primavera non avrei dubbi: gli Spiritualized with Orchestra and Choir, visti molti anni fa al FIB a Benicàssim, un live entusiasmante e totale. Poi però dopo molti cocktail e birrette non sarebbe male finire la serata ballando con la battuta lenta di Tolouse Low Trax, uno che tra le altre cose è resident DJ del Salon des Amateurs di Düsseldorf (non trovate anche voi che salon des amateurs sia un nome bellissimo?)”

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REX ORANGE COUNTY
scelto da ♥ Giorgio Tuma …

giorgiotuma_rexorangecounty_rockambulaFolk esotico, sghembo e sognante: questo è il territorio in cui si muove il cantautorato anglofono e intimista di Giorgio Tuma giunto al suo quarto lavoro in studio, uscito due anni fa per la label spagnola Elefant Records. Le melodie lisergiche di This Life Denied Me Your Love vantano collaborazioni internazionali come quella di Laetitia Sadier degli Stereolab, per un lavoro che è stato una delle migliori uscite italiane del 2016.

“Purtroppo per me sarà il secondo anno senza Primavera Sound; nonostante questo, continuo sempre a studiarmi la line-up e ad immaginare un possibile programma con la scelta dei nomi da vedere. Quest’anno uno di quelli che hanno attirato la mia attenzione è sicuramente Rex Orange County: enfant prodige della scena pop soul made in UK, con all’attivo due canzoni formidabili come “Sunflower” e l’instant classic “Loving is easy” che già da sole saranno sufficienti a convincervi a non perdervelo.”

… e anche da ♥ Lucia Manca

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Quella di Lucia Manca è una delle poche voci femminili dell’it-pop. Già all’attivo in collaborazioni con alcuni tra i migliori producer nazionali – da Indian Wells a Populous, che ha accompagnato nel tour di Night Safari – Lucia sta per esordire con il suo primo lavoro in studio. Anticipato da alcuni singoli, Maledetto e Benedetto esce il 4 maggio prossimo per Malinka Sound/peermusic: atmosfere nostalgicamente patinate ma lontane da ogni ipotesi di revival, dove la bellissima voce di Lucia si carica di synth e di echi del miglior cantautorato italiano.

“Mi piacciono molto le sue canzoni, la sua voce e l’immaginario che riesce a trasmettere anche solo con due accordi e sono sicura che il suo live sia molto interessante. E poi consiglierei anche il mio amico Populous al Primavera Pro!”

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DEERHUNTER
scelto da ♥ Persian Pelican

persianpelican_deerhunter_rockambulaAl secolo Andrea Pulcini, dopo tre lavori autoprodotti è tornato sulle scene nel 2016 con Sleeping Beauty  (Trovarobato Malintenti Dischi Bomba Dischi), che vede la partecipazione tra gli altri anche di Tom Brosseau: alt-folk solare e intenso dalle sfumature elettriche e psichedeliche, che vede i sogni come strumento per trasformare il dolore di una separazione. Persian Pelican è un frequentatore assiduo della kermesse catalana, e non solo da spettatore: lo scorso anno il suo è stato uno dei tre progetti italiani ospiti del Primavera Pro. Lui che a Barcellona ci ha vissuto, oltre a quella musicale ci ha dato anche una dritta gastronomica!

“Anche se ben noti agli aficionados del Primavera, come rinunciare a Bradford Cox e a quel sapore di agrodolce saudade? Un piacere vederli suonare. Quest’anno per me i Deerhunter sono imprescindibili come tornare a mangiare le bombas alla Barceloneta.”

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OSO LEONE
scelto da ♥ Davide Verticelli (Shijo X)

shijox-osoleone-rockambulaBristol Sound targato Italia’: anche il trip hop degli Shijo X – formazione abruzzese di base a Bologna in cui Davide è l’addetto a tastiere e sintetizzatori – si è già distinto a Barcellona, sui palchi del Primavera Pro 2017.

“Per un tridente come Floating Point – Unknown Mortal OrchestraThundercat sarei disposto a fare follie economiche, ma quest’anno quelli che non mi perderei sono gli Oso Leone. Quello di questa sorta di Timber Timbre sotto trip può rivelarsi il classico live che non ti aspetti, magari in notturna, sul prato davanti allo stage Primavera o sugli spalti del Rayban, e che poi ci rimani sotto. Hanno quella dose di psichedelia ‘pre-sonno’ e un sentore di retro wave che sarebbe spiacevole perdersi dal vivo. E rientra sicuramente – mi sono informato – in quella categoria di concerti durante cui la legge ti consente di abbattere chiunque parli sopra la musica.

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ONEOHTRIX POINT NEVER
scelto da ♥ Davide Tomat (Niagara)

niagara_oneothrix_rockambulaDuo dedito a una sorprendente elettronica subaquea come quella del loro ultimo lavoro in studio – Hyperocean, uscito nel 2016 per la londinese Monotreme Records – e non solo. Con Gabriele Ottino, l’altra metà dei Niagara, Davide condivide anche il progetto Superbudda: uno studio di registrazione a Torino che è anche un luogo dedicato alle arti performative e allo sviluppo didattico nel campo dei multimedia. Non a caso nei Niagara il concetto stesso di produzione musicale è ampliato coinvolgendo varie forme d’arte visiva.

“Un live da non perdere è quello di Daniel Lopatin in arte Oneohtrix Point Never che è in uscita proprio il 1° giugno con un nuovo disco, Age Of, che non vedo l’ora di ascoltare. Dopo il singolo che lo ha preceduto – “Myriad”, è una mina di pezzo – e dopo la stupenda colonna sonora del film ‘Good Time’ prevedo grandi cose dal live di uno degli artisti più illuminati e illuminanti del momento.”

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NURIA GRAHAM
scelto da ♥ Fabrizio Cammarata

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Il 2017 è stato un anno intenso per Fabrizio Cammarata: ha scritto un romanzo con l’amico Dimartino – ‘Un mondo raro’, sulla vita della cantante messicana Chavela Vargas, da cui sono nati anche anche un disco e uno spettacolo teatrale – e ha pubblicato Of Shadows, un album di luci e ombre, dove il cantautore palermitano racconta intime storie d’amore e perdita attraverso la sua inconfondibile voce soul e una maestria chitarristica unica ed elegante. La sua raccomandazione è per una cantautrice spagnola con cui ha condiviso i palchi del SXSW 2018.

“Nuria Graham, giovane cantautrice catalano-irlandese che sta esplodendo e con cui ogni tanto è capitato di incrociarci. La sua musica è sexy, ma anche liricamente densissima, e il suono ricorda l’elettro soul degli anni ’70. Quando canta chiudo gli occhi e penso che forse è la nuova Suzanne Vega.”

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JORJA SMITH
scelto da ♥ Erica Mou

ericamou_jorjasmith_rockambulaA soli ventisette anni Erica Mou ha già alle spalle una carriera intensa e ricca di riconoscimenti. Il suo ultimo disco è uscito a dicembre 2017 per Godzillamarket: primo album scritto lontana dalla sua terra d’origine, la Puglia, Bandiera sulla Luna descrive una generazione intera e la sua irrequietezza, parla della capacità di amare senza possedere e di comunicare in maniera diretta senza vergognarsi. Rileggendo la tradizione cantautorale con sensibilità moderna, Erica si conferma portavoce di una nuova poetica femminile, e a Barcellona ci consiglia una collega che come lei ha personalità da vendere.

“Tra gli artisti più giovani, per me un live da non perdere è quello di Jorja Smith. Per ascoltare una voce vera, emozionante, che arriva dal profondo e che porta tanti mondi diversi con sé. E se non vi doveste innamorare, per lo meno tra qualche anno, quando diventerà una big come ci si aspetta, potrete dire io c’ero.

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ANNA VON HAUSSWOLFF
scelto da ♥ Paolo Spaccamonti

Quello del chitarrista torinese è un curriculum vastissimo ed estremamente variegato. L’album insieme a Jochen Arbeit degli Einstürzende Neubauten è solo l’ultima delle fatiche di Paolo Spaccamonti: compositore di ricerca con tre dischi da solista all’attivo oltre a sonorizzazioni commissionate dal Museo del Cinema di Torino e colonne sonore, Spaccamonti vanta collaborazioni con musicisti di ogni nazionalità (Julia Kent e Six Organs Of Admittance, solo per citarne alcuni)… e io ce lo vedo un gran bene al lavoro con la sua preferita in line up.

“Il suo ultimo album mi ha letteralmente folgorato. Ha tutto quello di cui ho bisogno: melodia, cattiveria, inquietudine e dolcezza. È entrato di prepotenza tra i dischi che mi fanno addormentare. Crollo, letteralmente, e non per noia… Dead Magic è per me pura catarsi e dal vivo non potrà che essere devastante.

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THUNDERCAT
scelto da ♥ Voiture Tempo (Universal Sex Arena)

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È l’unico compositore dei suoi Universal Sex Arena, una formazione fondata sulla performance live nella sua componente più fisica, meccanica e urgente, che si muove tra etno rock e psych pop. Dopo l’esordio nel 2014 con Romancitysm, con cui già si collocava all’interno dell’Italian Occult Psychedelia, la band è tornata quest’anno con un sophomore targato Kowloon Records: si intitola Abdita e che parla di un viaggio verso il sud, dove il sud non è inteso come luogo geografico ma come filosofia di vita.

“Tra i nomi più interessanti ci sono Ty Segall and The Freedom Band (ho visto Ty Segall al Primavera del 2011, il live è solidissimo) e Capullo De Jerez (una leggenda, e io adoro il flamenco) ma non ho mai assistito a un live di Thundercat e credo sia una cosa da non perdere, un concerto che dev’essere essere un continuo sincretismo ai confini tra il bene e il male.”

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ANY OTHER
scelto da ♥ Raniero Federico Neri (Albedo)

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Raniero è voce e chitarra degli Albedo, milanesi dediti a un post rock dalle venature emo e cantautorali. Il sodalizio con V4V Records inizia nel 2013 con Lezioni di Anatomia, un originalissimo concept album sul corpo umano. Dopo il loro ultimo Metropolis, gli Albedo sono tornati da pochissimo con un nuovo singolo, anche stavolta per V4V. L’attenzione di Raniero è caduta su uno dei nomi in cartellone al Primavera Pro, quello di tre giovani connazionali con tutte le carte in regola per distinguersi sui palchi di Barcellona.

“Un progetto bellissimo e coraggioso. Musicisti con la M maiuscola,di grande tecnica e con un gusto fuori dal comune suonano meritatamente in un festival internazionale portando altissima la bandiera italiana. Pezzi come ‘Roger Roger Commander’ fanno gridare al miracolo. Gli Any Other sono una band che rappresenta perfettamente la mia idea di indie.

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NICK CAVE & THE BAD SEEDS
scelto da ♥ Colombre

Il progetto solista di Giovanni Imparato mutua il nome da un racconto di Dino Buzzati, una favola moderna che parla di un mostro marino e dell’incapacità di affrontare le proprie paure. Dopo le esperienze coi suoi Chewingum e tra i musicisti di Maria Antonietta, nel 2017 Giovanni ha esordito come Colombre con Pulviscolo (Bravo Dischi), declinando in moderna chiave chamber pop un cantautorato tradizionale e ispirato. Tra i featuring, anche Iosonouncane

“Se quest’anno dovessi trovarmi al Primavera Sound cercherei sicuramente di non perdermi Nick Cave & The Bad Seeds. Cave lo conosco poco e, mea culpa, non l’ho mai troppo approfondito o perlomeno non ci sono ancora rimasto sotto a dovere… sono sicuro che il suo concerto così sacrale, umano e viscerale mi aprirebbe un varco difficile da schivare e ne verrei finalmente risucchiato.

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