Le Labbra Di Greta
Un indie rock band che ha molto da dire,l'amore e tutte le sue possibili sfumature. Per Rockambula Le Labbra di Greta.
Prima di tutto ciao...
Ciao a voi, e grazie mille per questo spazio e per l'attenzione che state dimostrando verso il nostro progetto.
Chi sono Le Labbra di Greta?
Le labbra di Greta è una band di rock indipendente nata ufficialmente nel gennaio del 2009, che si basa sul sodalizio umano ed artistico che lega Dario Britti e Stefano Barzaghi. Il nucleo del gruppo ha dunque una natura duale; questo non ci impedisce tuttavia di avvalerci della collaborazione di una serie di musicisti sempre diversi, che collaborano con noi nella stesura delle nostre canzoni e nelle nostre esibizioni dal vivo. Così è stato nel corso del 2008 per la realizzazione del nostro disco, e così è oggi nei nostri live.
Come nascono i vostri pezzi?
Musicalmente, partiamo da una idea di chitarra o di pianoforte, e su questo tema costruiamo la struttura delle nostre canzoni; su quella stessa struttura, che viene via via plasmata, andiamo a collocare la parte testuale. Crediamo molto nella forma della composizione e nella possibilità di declinarla attraverso un linguaggio personale, che si configuri come una esperienza innanzi tutto "emozionale". In una formula, canzoni come rappresentazioni dell'emotività. Dario: Sotto il profilo testuale, cerco di partire sempre da una suggestione individuale, ma, contestualmente, mi sforzo di non cedere alla tentazione di un mero autobiografismo. Prediligo la disposizione di una serie di immagini evocative, e le lascio convivere con la descrizione - quanto più possibile asettica - di eventi, situazioni o sensazioni. L'aderenza del testo alla materia musicale resta, comunque e inequivocabilmente, il principale obiettivo.
Volete parlarci del vostro ultimo lavoro?
"Come si respira, come si sogna", è il nostro primo disco, e ci ha visto impegnati per più di un anno, tra registrazione, postproduzione e missaggio. In un epoca in cui la crisi del supporto discografico è ormai del tutto evidente (e irreversibile), Le labbra di Greta hanno dunque optato per una scelta apparentemente anacronistica. La verità è che volevamo dare vita ad un lavoro che suonasse davvero bene, che non avesse le pecche qualitative che sempre più spesso si ritrovano nelle attuali (auto)produzioni discografiche, realizzate ormai quasi esclusivamente in regime di home recording. Per questa ragione abbiamo passato diverse settimane in studio - al CD&M Recording Studio di Potenza - e poi postprodotto e missato il tutto qui a Roma, mentre per il master ci siamo rivolti a Maurizio Giannotti del New Mastering studio di Milano. Per la realizzazione del lavoro ci siamo avvalsi della collaborazione di una serie di strumentisti e di tecnici, come Maria Livia Nicotra, Emanuele Bracci ed Antonino De Natale - musicisti appartenenti al progetto Nemù - e Daniele Scaramella, produttore artistico e tecnico del suono in forze alla label romana HIT BIT Records. Abbiamo avuto inoltre la fortuna e il privilegio di poter collaborare con Maurizio Pizzardi, chitarrista e fondatore dei Tetes de Bois, che ha suonato con noi su " La seconda etica", uno dei brani contenuti nel nostro disco. Un musicista eccezionale ed una persona davvero fantastica.
Amore o odio? Ci spiegate il perché?
Crediamo che nessun aut aut sia possibile. Amore, odio e le infinite sfumature di grigio possibili. "Come si respira, come si sogna" si nutre di dicotomie profonde, tratta del dolore della perdita e dell'accettazione di una prospettiva assolutamente terrena, orizzontale, dell'esistenza. E' sostanzialmente un disco che tratta di amore, fin dal titolo scelto, attraverso tutte le declinazioni che un sentimento così complesso porta con se.
Cosa significa per voi suonare musica?
Per noi suonare è una questione di necessità; incarna il nostro sguardo sul mondo. In musica è concesso l'abbandono, e questo rappresenta un privilegio assoluto.
Siete soddisfatti dei vostri risultati?
Mai. L'insoddisfazione è la premessa di ogni miglioramento possibile - e auspicabile.
Prendete spunto da qualche band del passato?
Abbiamo i nostri riferimenti come chiunque altro, ma cerchiamo di reinterpretarli attraverso la fusione con altri universi musicali. Mentiremmo se dicessimo di non aver amato profondamente la scena "alternative" degli anni novanta, il post rock strumentale o la new wave. Dovessimo citare alcune band imprescindibili dal background musicale che questo disco porta con se, risponderemmo C.S.I., Scisma, Massimo Volume e, all'estero, Mogwai, Cure, Blonde Redhead, Massive Attack, Byork, Radiohead. Ma c'è davvero tanta altra roba nel mezzo...
I vostri ascolti quotidiani che sapori hanno?
Ultimamente, molto jazz e molta elettronica.
Cosa rappresenta per voi l'indie rock?
Che concetto avete di questo ampio genere musicale?
Crediamo che l'indie rock, almeno per come viene interpretato in Italia da utenti e musicisti, non sia un genere musicale, quanto piuttosto un fenomeno di costume. Questo in ragione di una serie di contingenze anche culturali - oltre che per via della sostanziale assenza di un "mercato" discografico parallelo a quello più specificatamente mainstream. Tutto ciò non impedisce però di trovare, a nostro modo di vedere, delle realtà - siano esse artistiche, piuttosto che promozionali o distributive - davvero interessanti. Pensiamo a tutto il fermento che si sta creando intorno al fenomeno copyleft, o, rimanendo in un ambito puramente musicale, a cantautrici come Nathalie o a bands come, per citarne alcune, A toys orchestra e No hay banda.
Anni 80 oppure 70? Perché?
Gli anni settanta per la psichedelia e i Kraftwerk; gli anni ottanta per il dark. gli Eisturzende Neubauten e la new wave.
Questo è il vostro spazio per dire tutto quello che vi passa per la testa?
Oh no..un'altra rock band!
Riccardo Merolli
