The Shadow Line
I The Shadow Line sono una band che merita di emergere nel panorama musicale italiano, si concedono a Rockambula per una breve intervista. Vediamo come la pensano...
Ciao ragazzi, chi sono i The Shadow Line?
Lele: 3 ragazzi e 1 ragazza ognuno con un diverso percorso musicale alle spalle che hanno voglia di suonare e lo fanno mettendoci tutto loro stessi
Come prende vita questo progetto?
Lele: Ci siamo incontrati circa 6 anni fa, da 5 abbiamo cambiato batterista, iniziando ad arrangiare dei provini chitarra e voce fatti da me (daniele) per poi evolverci insieme verso uno stile non propriamente definibile, mettendo sempre al centro della nostra attenzione la qualità del brano in tutte le sue parti, anche nel testo che essendo in inglese poteva anche essere un'accozzaglia di cazzate, e invece ci si trovano argomenti interessanti
Come nascono i vostri pezzi? Avete speciali tecniche di composizione?
Lele: I nostri pezzi nascono principalmente in sala, dove si parte da una melodia, da un giro di basso, da un riff e da lì inizia il tutto, io a casa comincio a lavorare sul testo e dopo un paio di prove lo registriamo al volo, all'inizio addirittura con il cellulare ora ci siamo attrezzati con un registratorino in grado di far distinguere i suoni di tutti, lo riascoltiamo a casa e quando si torna i sala si lavora sulle cose che non ci soddisfano.
Siete soddisfatti dei vostri risultati?
Lele: In linea generale si, 6 anni fa non avrei mai pensato che un nostro disco sarebbe stato recensito dai più importanti giornali e magazine musicali, solo che in Italia i tempi sembrano allungarsi per tutto, come per una metro ci voglio 20 anni (se va bene) per far si che un gruppo abbia il proprio seguito ci vogliono anni e anni di "lavoro" musicalmente parlando, che sarebbe ben accetto da tutti se poi non si vedessero band o artisti senza nessuna qualità e esperienza passarti avanti per le solite logiche italiane.
Come deve essere il vostro pubblico?
Lele: Sembra una domanda a risposta scontata "deve essere tanto basta che vengano a sentirci" e invece questo è un punto fondamentale della nostra band, noi non abbiamo mai pregato qualcuno per venire a sentirci, non ci siamo mai portati dietro nonni, zii, genitori e parenti vari, non abbiamo mai cercato di convincere tutta la comitiva a venire ai concorsi chi si basano su chi porta più pubblico, ce ne freghiamo altamente di quel pubblico che viene perché "siamo amici" ma che realmente non ti ascolta e appena finito ti dice "bravo bravo" e se ne va fuggendo, proprio per questo sappiamo che quando qualche amico viene è perché ha davvero voglia di sentirci, perché gli piace quello che facciamo, quindi per rispondere alla domanda direi "il nostro pubblico deve essere formato da persone che hanno voglia di passare un pò di tempo con la nostra musica, che siano anche critici perché siamo pronti a lavorare su quello che notate di sbagliato, ma che siano interessati a quello che siamo e a come suoniamo."
Pensate di avere abbastanza spazio nel circuito indipendente italiano?
Cesqo: Beh oddio quel poco di spazio che ci siamo guadagnati, ce lo siamo guadagnato sul campo ed è stato frutto di enormi fatiche, è difficilissimo farsi fare una recensione, è difficilissimo attirare l'attenzione del pubblico, i media indipendenti (quelli di massa neanche li considero) sono spesso legati a logiche di "amicizia" o di "scena musicale" o ancora di "territorio" che difficilmente si aprono, e quindi ci si ritrova spesso a sapere già di chi si parlerà e dove lo si farà cosa che credo distrugga anche un pò la curiosità del lettore. Noi, da par nostro, non avendo mai coltivato così tanto le pr con le varie webzine e testate indipendenti ci ritroviamo un pò deficitari di attenzione, ma alla lunga son sicuro che paghi la qualità della musica e l'impegno.
Cosa vi rende così energici e coinvolgenti?
Cesqo: Innanzitutto grazie del complimenti... l'energia che produciamo è molto legata alla nostra dimensione live, e su questo disco abbiamo cercato proprio di riprodurla il più possibile, e se la gente riesce già a percepirla dal cd beh siamo contenti di aver raggiunto l'obiettivo. E' la nostra indole, dal vivo diamo tutto quello che abbiamo suonando spesso sopra i decibel consentiti. Con i pezzi nuovi stiamo cercando un pò di equilibrare il nostro impatto ma cercando di non perdere proprio quest'energia, è una bella sfida.
Siete legati alla musica del passato oppure amate la continua innovazione?
Cesqo: Ma direi entrambi, sembra una risposta di comodo ma è la verità. Le nostre influenze all'interno del gruppo sono veramente molto varie, ci capita spesso di pensare per un pezzo che ne so un'attitudine smith, ma con i suoni radiohead, oppure una ritmica talking heads, con un arrangiamento kasabian, cerchiamo di miscelare tutto quello che di buono ci colpisce, un fatto è certo tutti noi ascoltiamo molta musica e andiamo a vedere molti concerti, ci lasciamo influenzare da quello che ci piace senza perdere un filo conduttore nostro soprattutto nelle melodie anche se ciò molto spesso, per fortuna, avviene inconsciamente e quindi in maniera più "pura".
Per quale motivo qualcuno dovrebbe ascoltarvi?
Cesqo: Perchè facciamo belle canzoni, di questi tempi sembra quasi un disvalore, ma siamo convinti che chi ascolta il nostro disco poi lo riascolta
Questo è il vostro spazio per dire tutto quello che vi passa per la testolina...
Cesqo: Beh che dire supportate la musica emergente, andate a vedere live, ascoltate tanta musica, abbiamo un estremo bisogna di un pubblico vero e attento, soprattutto a Roma capita sempre troppo spesso di vedere gruppi bravissimi suonare davanti a pochissime persone, in Italia manca questa cultura, ma non è mai troppo tardi per crearsela. Magari per fare questo cominciate dagli Shadow Line.
Riccardo Merolli
