Fabrizio Broda (Il Pensiero Sarà un Suono)

by Maria Petracca

franz goria

Il Pensiero Sarà un Suono è un nuovo progetto musicale nato a Torino da un’idea di Fabrizio Broda, Sandro Serra e Domenico Mungo, e che vede la partecipazione di importanti musicisti della scena torinese. Abbiamo deciso di fare qualche domanda a Fabrizio Broda affinché ci accompagnasse in questo nuovo “viaggio”. Buona lettura.

Ciao Fabrizio, partiamo dall’inizio. Ci racconti cos’è “Il Pensiero Sarà Un Suono”?
Ciao Maria, Il Pensiero Sarà Un Suono è un sogno, una storia che vogliamo raccontare e condividere, un viaggio in ciò che siamo stati e ciò che siamo, narrato ed accompagnato da una colonna sonora che tracci una linea appunto di pensiero che si rispecchi in ciò che viene raccontato. Cerchiamo di mettere a confronto culture musicali e sociali differenti come quella americana o inglese e quella italiana donando arrangiamenti musicali Post Punk, Indie e comunque differenti a brani con testi molto forti, parole molto dense di significato che identificano la storia colta dei nostri cantautori.

Da dove arriva il titolo del progetto?
Il nome deriva da un passaggio de “Il Battito” di Ivano Fossati: “il pensiero sarà un minuto, il minuto un suono il nostro suono un battito”. In realtà tutto nasce per caso; dovendo eseguire tempo fa alcune cover per un’ esibizione del Grand Mix, che è un appuntamento fisso annuale per i musicisti torinesi ideato da Andrea Skinner, si è deciso appunto di proporre, insieme al maestro Sandro Serra (già chitarrista nei Titor e noto batterista in ambito piemontese),  “Il Battito” di Ivano Fossati, uno dei nostri autori preferiti da sempre, cercando di dare un nuovo arrangiamento più contestualizzato musicalmente al momento attuale della musica al di là dei confini italiani. Si è pensato: perché non dare una ritmica ed un’impressione più vicina al Post Punk rispetto all’originale? E così, per gioco, è venuto poi naturale estendere ad altri grandi autori e cantautori italiani  lo stesso trattamento musicale, accostandoli ad arrangiamenti come Fugazi, Isis, Husker Du, Pixies per citarne alcuni, in modo da creare quell’ ipotetico ponte surreale che lega il Punk americano ed il Post Punk alla violenza ed alla forza di un testo che, se pur suonato con altre intenzioni (nelle versioni originali), diventa più Punk di molte altre cose spacciate per tali negli anni; basti pensare a “Nuda e Senza Seno” di Alberto Fortis o a “Scimmia” di Eugenio Finardi. Quindi, insieme a Domenico Mungo, noto scrittore e studioso di storia contemporanea torinese, si è pensato di unire il tutto in un viaggio logico legato a periodi storici e sociali della nostra Italia passata e presente.

Ho assistito sia all’esibizione che si è tenuta ad agosto durante il festival TOdays, sia a quella di ottobre presso il Blah Blah di Torino. La formazione di cantanti e musicisti non è stata la stessa per entrambe le esibizioni. È una scelta dettata da esigenze tecniche oppure una scelta voluta?
La Situazione del Blah Blah in realtà era una puntata unica e straordinaria del Pensiero Sarà un Suono, legata ad esigenze della due giorni di seminario universitario condotto ed ideato da Domenico Mungo in collaborazione con L’Università di Torino, e quindi siccome il direttore artistico per quell’occasione è stato Domenico, su sua richiesta è stato ideato un capitolo a parte ed occasionale dell’evento. Ecco perché c’è stata una variazione sul tema del “Pensiero” presentato al Todays, ed anche altri interpreti e musicisti rispetto alla formazione solita.. Abbiamo avuto Cristiano Godano (Marlene Kuntz) e Giancarlo Onorato oltre che “Cato” dei Bluebeaters in quest’occasione, mentre la squadra diciamo “più rodata”, prevede Guido Sassola “Zazzo” (Negazione), Luigi Bonizio “Gigio” (C.o.V, Totò Zingaro), Bobo Boggio (Fratelli di Soledad), Mauro Brusa (i Derelitti), Franz Goria (Fluxus, Petrol, La Scatola Nera), Sabino Pace (Titor), Mauro Gurlino “Mao” oltre ai musicisti Sandro Serra (Titor), Luca Pisu (Fratelli di Soledad), Luca Catapano (Black Wings of Destiny), Luca Morellato (Bloudaville), Paolo Angelo Parpaglione (Bluebeaters), Bea Zanin (Bea) .

franz goria

Che cosa determina invece la scelta dei pezzi che di volta in volta vengono proposti?

La scelta dei brani da proporre in realtà non è null’altro che la colonna sonora temporale di un periodo storico/sociale che Il Pensiero Sarà un Suono vuole raccontare. Lo spettacolo attuale tratta gli anni  70 e 80. Si ragiona sui testi che secondo noi son significativi di quel periodo, e si crea una narrazione e dei visual che ripercoroano quel viaggio cercando sempre di creare quell’alchimia di analogie tra l’italia e la musica estera in maniera tale da destrutturare e ridonare luce e forza a brani che hanno fatto la nostra cultura ed il nostro paese.

Avete creato un progetto che mette al centro il testo di canzoni in lingua italiana, e prevalentemente di quelle canzoni che secondo voi non hanno raggiunto il meritato successo a causa dei loro arrangiamenti. Quali sono, se ce ne sono, gli elementi che contraddistinguono gli arrangiamenti di “Il Pensiero Sarà un Suono”? 
In realtà non è un discorso di arrangiamenti, è un discorso più legato al messaggio contenuto nel testo di un brano. Per esempio il grido disperato di Rino Gaetano e della sua solitudine in “Mio Fratello è Figlio Unico” ed è venuto spontaneo accostarlo a “Where is My Mind” dei Pixies, che a nostro parere hanno in quel brano molte attinenze con quel testo di Rino. Oppure accostare “Alibi” di Vasco Rossi, una storia di cronaca quotidiana intrisa di tinte forti, a gruppi come Tool o Neurosis.

A questo punto la domanda è d’obbligo. Quanto conta la musica e quanto conta il testo per il successo di una canzone?
In italia purtroppo nel momento attuale conta molto di più un ritornello facile ed un arrangiamento scontato, ma il successo di un brano e ciò che lo rende leggendario ed intramontabile sono proprio le due cose insieme. Basti pensare ai brani di De AndrèDe Gregori o Lucio Dalla, arrangiamenti ricercati e parole stupende.

fabrizio broda

Cosa pensi del Cantautorato italiano odierno? C’è ancora un legame con la poesia?
Ci sono alcune realtà , ovviamente parlo di un cantautorato più indipendente, che a mio modestissimo parere sono eccellenti. Senza scomodare appunto Godano o Fiumani, prendo ad esempio Bugo o Enrico Maria Giardini (ex Moltheni), oppure Filippo Graziani per citarne solo alcuni che ereditano più che degnamente la nostra tradizione italiana. Nel piccolo della città di Torino mi sovviene per esempio Totò Zingaro con la collaborazione di Ragagnin / Bonizio, che riescono a sfornare solo splendidi capolavori.

Tra i vari artisti che si sono esibiti ci sono molti nomi del panorama musicale italiano, e la quasi totalità appartiene al panorama musicale torinese. Sono nomi ormai consolidati, e pochissimi sono quelli appartenenti al panorama emergente. È una scelta ben precisa oppure c’è la volontà di coinvolgere in qualche modo gli artisti emergenti?
Assolutamente, prendo ad esempio l’ultima esibizione del Blah Blah, in cui alla batteria c’era Franco Forresu dei Fuco, una delle band emergenti più interessanti del panorama torinese. L’intento è proprio quello di coinvolgere ed integrare il più possibile le nuove leve che con il loro entusiasmo; sicuramente possono dare una spinta in più al progetto e rivolgersi anche ai propri coetanei .

Quali sono i progetti futuri di “Il Pensiero Sarà un Suono”?
Il futuro non è scritto come diceva Joe Strummer, in realtà stiamo valutando alcune possibilità e sicuramente tra queste, quella di esportare al di fuori del Piemonte quindi in tutta Italia questo nostro format, questo nostro viaggio. Se vi sarà la possibilità pubblicare un cd o un audiolibro; insomma, un po’di cose…vedremo.

Grazie Fabrizio. Se c’è qualcosa che vuoi aggiungere in merito al progetto, è questo il momento per farlo.
Spero di veder sempre più pubblico alle nostre puntate live , grazie a te a presto.

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