Bristol Sound targato Italia | Intervista agli Shijo X [SPECIALE PRIMAVERA PRO]

- Data: 31.05.2017

by Maria Pia Diodati

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Oltre 30 ore di musica dal vivo per 43 artisti da 12 differenti nazioni completano la programmazione musicale del Primavera Pro 2017 e come negli scorsi anni ampliano la già folta proposta live del Primavera Sound Festival. Paesi come Australia, Corea del Sud, Repubblica Sudafricana, Brasile, Austria, Polonia, Cile, Lussemburgo, Perù, Taiwan e ancora una volta Italia, oltre che ai padroni di casa di Catalan Arts, presenteranno i loro migliori artisti emergenti al pubblico insaziabile della kermesse spagnola, tra concerti gratuiti sul palco Day Pro del Pati de les Dones del CCCB – parte integrante della programmazione di Primavera al Raval – e performance sullo stage Night Pro del Parc del Fòrum.

Gli Shijo X sono tra i rappresentanti italiani. Quello con cui si presentano al pubblico del Primavera Pro è il loro terzo album: Odd Times è uscito il 5 maggio scorso per A Buzz Supreme, registrato al Bombanella Soundscapes e masterizzato negli USA da Jim Blackwood. Noi li abbiamo intercettati mentre erano diretti a Liverpool, da cui è iniziato il loro mini tour europeo, per rivolgere loro qualche domanda prima di vederli salire sui palchi di Barcellona.

           SHIJO-VIOLET

Ciao ragazzi, pronti per la partenza? Il 28 maggio avrà inizio questo mini tour europeo che vi porterà poi a Barcellona. Raccontateci qual è il programma e qual è lo spirito da mettere in valigia in questi casi.

In realtà per noi il tour è già iniziato. Siamo partiti mercoledì in macchina e arriveremo stasera (venerdì 26 maggio, ndr) arriveremo a Liverpool… Stiamo scrivendo dal traghetto! Le date inizieranno domenica dal Liverpool Sound City Festival per poi passare lunedì da Manchester, The Castle Hotel, e martedì dal Surya di Londra. Infine, dopo soltanto 12 ore di viaggio approderemo a Barcellona al Primavera Sound Festival. Lo spirito è piuttosto vario… tanta pazienza per le lunghe traversate in autostrada… tanti dischi da ascoltare… ma la cosa più difficile è trattenere e canalizzare l’entusiasmo…come puoi immaginare non vediamo l’ora! In ogni caso la curiosità di capire come verremo accolti dal pubblico e la voglia di suonare la fanno da padroni! Senza contare che stiamo già litigando su quali gruppi sono “i più fighi” da ascoltare a Liverpool e Barcellona e su chi tra noi quattro ha i gusti peggiori, e quindi verrà allontanato dal gruppo a fine tour!

Un riassunto delle puntate precedenti per quelli che non hanno ancora avuto il piacere di conoscervi meglio: come e quando è nato il progetto Shijo X?

Gli Shijo X nascono nel 2009 da un’idea di Davide, che è anche il colpevole di questo nome impronunciabile! L’idea era quella di dare vita ad un progetto musicale che riuscisse a condensare tante influenze musicali diverse e che non fosse necessariamente incardinato in un genere preciso! I primi lavori sono nati grazie alla collaborazione con Laura per poi allargare l’organico aggiungendo Federico alla batteria e Andrea al basso. E non è detto che questo sia l’assetto definitivo… magari in futuro aggiungeremo qualche altro strumento… tanto per stare più comodi nei lunghi viaggi in auto come quello che stiamo facendo adesso!

Odd Times è uscito lo scorso 5 maggio via A Buzz Supreme. Quanto tempo ha richiesto la gestazione di questo vostro terzo lavoro in studio? Come nascono i brani firmati Shijo X e chi si occupa di cosa?

La gestazione di Odd Times è stata piuttosto lunga.  …if a night (il precedente lavoro della band, ndr) è uscito nel 2012, quindi il processo creativo è iniziato già durante il tour europeo di promozione, ma è nel 2016 che abbiamo deciso di fermarci con i concerti per poterci dedicare completamente all’aspetto compositivo e dunque finire di arrangiare e registrare il nuovo lavoro. Ogni brano del disco ha una nascita ed evoluzione differente. L’arrangiamento però viene curato praticamente sempre collettivamente: è questa la chiave per fondere diverse influenze musicali (ed è anche il motivo per cui i tempi di produzione spesso si dilatano) al fine di raggiungere il vero punto di equilibrio tra noi quattro.

Pochi giorni fa è uscito anche i l videoclip del secondo estratto, “Fireflies”, che col suo equilibrio tra sinuosità r’n’b e ritmi sghembi a mio parere è tra i brani più rappresentativi delle intenzioni di tutto il disco. Chi siete oggi e come si è evoluto il sound degli Shijo X dagli esordi a Odd Times? Quali sono le vostre ispirazioni?

Gli Shijo X non sono un’entità stabile, nel senso che neanche noi sappiamo bene dove finiremo quando iniziamo a lavorare su un nuovo disco, ed infatti il suono di …if a night è molto diverso da quello di Odd Times. Sicuramente ci sono degli elementi piuttosto ricorrenti, come l’amore per l’elettronica e per le voci calde, e soprattutto l’interesse per l’ibrido tra acustico ed elettronico, tra il legno e l’acidità dei suoni artificiali.
Un altro aspetto che ci muove è quello di spostare sempre un po’ più in là l’obiettivo, ricercando soluzioni stimolanti per noi musicisti. Odd Times traduce in musica l’instabilità. Ogni brano è composto da più parti e ogni parte a sua volta non dura abbastanza da far adagiare l’ascoltatore. È un viaggio in cuichi ascolta non ha mai il controllo e deve per forza lasciarsi trascinare dalla musica perché sono pochi i punti in cui appigliarsi.

Avete già avuto esperienze al di fuori dei confini nazionali? Cosa vi aspettate dal pubblico straniero e in generale da un’esperienza come il Primavera Pro? Di certo il respiro internazionale di un progetto come il vostro è un ottimo presupposto per l’esportazione della musica italiana all’estero.

Intanto grazie mille! Tentiamo di avere un respiro internazionale ma in realtà è una strada che abbiamo preso in modo piuttosto istintivo! Abbiamo iniziato a suonare all’estero nel 2013 e da allora abbiamo fatto sentire la nostra musica in Brasile, Germania, Svizzera e Inghilterra. In realtà il nostro atteggiamento verso il pubblico straniero è dominato dalla curiosità. È fondamentale misurarci con realtà più grandi o semplicemente diverse dalla nostra perché è solo attraverso questi feedback che riusciamo ad avere un’idea di quello che stiamo portando avanti e come lo stiamo facendo. Il Primavera Pro sarà un’esperienza meravigliosa in cui buttarci, grazie a un pubblico molto aperto e abituato alle sonorità più disparate, oltre che una vetrina importantissima per la presenza di moltissimi addetti ai lavori.

E ora provo in qualche modo a ribaltare la domanda precedente. Come si collocano gli Shijo X all’interno del panorama italiano attuale? Se tra le vostre intenzioni c’è anche quella di portare in qualche modo l’Italia sui palchi di Barcellona, com’è che lo farete? C’è un segmento della tradizione musicale nostrana che trova spazio in questa formula tra Trip Hop ed Elettronica, che a primo acchitto risulta distante anni luce dal cantautorato e in generale dalla matrice melodica di cui è fatto il background italico?

Sicuramente ad un primo ascolto siamo lontani dalla scena musicale italiana attuale. Questo però non ci ha mai fermato e non vuol dire di certo che non ci siano influenze della Penisola in quello che facciamo. Forse non sono immediate ma sono sicuramente presenti. L’Italia ha una grande tradizione musicale che ha fatto parte del nostro background e della nostra crescita musicale a livello personale fondendosi con le influenze più disparate.. Basti pensare che due di noi hanno fatto studi di musica classica. Sicuramente si percepisce la matrice mediterranea, ad esempio nel cantato, che ha un ruolo fondamentale Quello che ci interessa però è mixare le nostre origini con tendenze che provengono da altri contesti. Siamo orgogliosi di portare l’Italia a Barcellona, peraltro insieme ad altri interessantissimi progetti musicali (oltre a loro, ci saranno Wrongonyou e Persian Pelican, ndr). La speranza è che l’Italia possa avere uno spazio nella scena musicale europea e mondiale e che sia al passo con un panorama più ampio. Magari non saremo noi a far sì che questo accada ma è sempre stimolante ragionare senza confini!

Salutateci con qualche consiglio. Un disco imprescindibile tra quelli che hanno segnato il vostro percorso? Un progetto italiano recente da tenere d’occhio? Una performance ­ – oltre alla vostra, ovviamente – ­ da non perdere al Primavera Sound?

Di ognuno ve ne diciamo tre, a sceglierne solo uno ci vorrebbero mesi! I dischi che ci hanno ispirato: Nikki Nack di Tune-Yards, Swing Lo Magellan dei Dirty Projectors e II degli Unknown Mortal Orchestra, profondamente diversi tra loro e immensamente variegati. I progetti italiani da tenere d’occhio: Pieralberto Valli, Colombre e Tangram. I live imperdibili al festival: S U R V I V E, Solange e Death Grips (Aphex Twin è scontato).

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Gli appuntamenti a Barcellona con Shijo X:
Giovedì 01/06 ore 11.50 | Day Pro stage – CCCB, Raval
Venerdì 02/06 ore 19.00 | Night Pro stage – Parc del Fòrum

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