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Live Report: Adam Green

Adam Green @ Covo Club - 27\2\2010

Quando iniziai ad ascoltare Adam Green, più o meno nel 2003, ero convinta che questo personaggio fosse il fratello di Julian Casablancas degli Strokes: dopo qualche mese capì che era solo un altro ragazzo che gli somigliava e basta.

E (lo so che non è grammaticalmente del tutto corretto iniziare con questa "E"...) il Covo Club di Bologna oramai fa parte della mia vita: è un locale che amo e di cui non posso fare a meno (punto).

Alle 22.40 circa, o anche dopo, una band indie rock americana molto carina, i Jukebox the Ghost composta da tastierista\voce-chitarrista\voce e batteria, inizia: un'ottima band del genere, ma sfortunatamente manca il basso e proprio questo strumento poteva coprire alcuni "buchi".
Comunque sia una band molto fresca, vivace e giovane che consiglio.

Dopo questa band il delirio: sul mini-palco del Covo passa tanta gente, ma manca colui di cui io devo parlare, Adam Green; si aspetta un altro po' ed ecco che sale l'ex sosia di Julian.
Questo personaggio nemmeno arriva sul palco e già inizia a ballare, a scatenarsi, ad annusarsi le ascelle e ad intrattenere con la sua band: beh facendo così il pubblico del Covo non è preso, di più.
Adam Green ha una bella voce, molto profonda e intensa, ma lo stesso artista se ne frega della sua voce: l'importante, per lui, è intrattenere e far divertire, e ci riesce in pochi secondi dall'inizio del concerto.
E' un personaggio con un carisma incredibile e allo stesso tempo un pazzo schizzato, col cervello fottuto, che si dovrebbe tenere in un armadio per ogni volta che si vuole organizzare un party o si è depressi.
Si vede chiaramente che l'alcool, quello della birra, lo aiuta a intrattenere ma del resto nessuno se ne frega: a differenza di altri musicisti, che non si reggono in piedi per quanto siano ubriachi, Adam riesce ad andare avanti interpretando 17 canzoni senza nessun calo e con la stessa energia dall'inizio alla fine.
Oltre a questo ha un rapporto molto intimo col pubblico: non solo con la ragazza che ha baciato sul palco, ma anche tuffandosi in quel mare del pubblico che lo ha accolto come se fosse un Dio sceso dall'Olimpo.
Adam Green è prima di tutto un artista, poi un uomo di spettacolo, un ballerino e un fottuto pazzoide ideale per i momenti di depressione.
Dopo un'oretta e mezza circa di concerto questo pazzo schizzato decide per l'ultima volta di lanciarsi tra le braccia di quel pubblico che lo ama tanto e seguito dalla sua band, fantastici come il loro frontman, sparisce nel nulla e se ne va dal Covo (nessuno lo ha più visto da quel momento).
Inutile che io dica, dopo tutto questo, "Andate a vederlo live".
Uno dei personaggi che almeno una volta nella vita si deve incontrare e uno dei concerti più divertenti che abbia mai visto fino a ora.

Tere Effe