Where Did All The Music Go?
Attualmente, il tema "Musica" è trattato da riviste, radio e altri media in maniera superficiale e, quindi, poco approfondito: questo è dovuto, in parte, all'insegnamento musicale che nel nostro paese è a livelli veramente bassi, per non dire vergognosi.
Le persone che stanno "in alto" preferiscono realizzare programmi televisivi, quali "Amici" o "X-factor", non considerando artisti della Musica d'Arte (Verdi, puccini, Rossini e altri grandissimi Musicisti Classici) ma piuttosto preferendo personaggi, non meritano di certo di essere chiamati musicisti, che cercano di interpretare la musica puntando tutto unicamente sulla melodia, scartando elementi chiave come il ritmo e l'armonia.
La colpa, ovviamente, non è solo di chi realizza questi programmi ma della società: quest'ultima decide, infatti, quali modelli seguire e ai quali ispirarsi.
Questo problema musicale lo prendo in considerazione ogni volta che vado a lezione in università e i docenti decidono di farci ascoltare i grandi artisti che hanno dato il via a tutto: se questi Artisti fossero ancora in vita e vedessero la situazione musicale in Italia, deciderebbero di scappare via dal nostro paese.
Anche l'Arte, intesa come Pittura, Scultura e Architettura, è in uno stato tragico (basta vedere la Riforma Gelmini) dopo che artisti come Leonardo, Brunelleschi e Canova, giusto per citare qualcuno, hanno realizzato opere che vanno ben oltre a quello che rappresentano.
Altra questione importante legata al saper ascoltare musica è:
Perché i gruppi emergenti italiani non vengono stimati come quelli in Inghilterra?
In meno di un anno gruppi emergenti, per esempio "The XX", "Girls", "The Drums", "Two door cinema club" e tanti ragazzi che portano il genere Indie ben oltre alla moda, si sono ritrovati su riviste di un certo livello come NME e Q oltre a suonare in locali pieni e quindi fare sold out (e non si parla di gruppi come Radiohead, Muse, Strokes e via dicendo).
Da una parte è anche vero che il ruolo della Moda nell'Indie ha un ruolo importante e piuttosto influente, ma allo stesso tempo ci sono ragazzi che hanno studiato a Performing Arts ( il "Dams" inglese che a differenza di quello italiano, oltre all'insegnamento del saper ascoltare, della storia e della teoria musicale, i docenti insegnano anche a suonare e interpretare la musica: un conservatorio al completo, insomma) e hanno intenzione di farsi conoscere e far divertire il proprio pubblico.
Qui in Italia la situazione è leggermente diversa, ma non si può dare sempre la colpa e comunque a chi sta realizza certi programmi o fa passare nella scatola nera, la tivì, certi gruppi piuttosto che altri: la colpa maggiore è di chi sceglie, del pubblico.
Ho voluto parlare di questo tema perchè inorridisco quando sento parlare, anche solo per radio, di musica: c'è gente che parla di Rock'n'Roll senza sapere che questo genere è quello che fu ideato da Chuck Barry e Elvis presley; c'è chi cerca di fare la persona intelligente citando un certo Verdi, senza sapere che cosa facesse e chi fosse; c'è chi parla di Indie e alla fine non realizza niente di nuovo per questo genere; ci sono le riviste musicali italiane (salvo giusto Rockstar) che preferiscono parlare di gossip piuttosto che di nuovi gruppi o di musica.
Quello che consiglio è quello non di ascoltare ma, piusttosto, sentire la musica: nelle mie recensioni parlo spesso e volentieri dellla Sinestesia, non solo una Metafora, ma una situazione psicologica che coinvolge più sensi.
Per provare ad ascoltare meglio e capire la Musica, consiglio due libri, ovvero "La Mente Musicale", un saggio, e "L'estetica della Musica": il primo non riguarda solo la Teoria Musicale ma approfondisce temi che potrebbero risultare già compresi; il secondo testo è legato alla Storia della Musica, ovviamete speigata a grandi linee, e allo filosofico (del resto si parla di Estetica).
Un altro consiglio è quello di aprirsi la mente a più generi, nuovi e non: questo dei generi è un altro bel tema da affontare poiché la Musica si sviluppa in infinite direzioni grazie all'interpretazione.
L'ultimo punto lo si può sviluppare: confrontando più riviste, e consiglio le straniere (Q, Rolling Stones, NME , Kerrang ...); sbirciando sul web tra le webzine; curiosando tra fiere, lo consiglio perché il prezzo degli album è più decente (ringraziamo tutti la SIAE per questo), nei negozi di album, per le offerte che ogni tanto ci sono, ma soprattutto su alcuni siti web come cdnow.com.
Concludo qui questo monologo: buona lettura, buona ricerca e buon ascolto.
Tere Effe.
