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Le Migliori Uscite Del 2009

Un anno intenso quello che ci siamo appena lasciati alle spalle. Un anno fatto di musica che Rockambula ha seguito come un lungo viaggio. Lo ripercorriamo, prendendo il treno della memoria, che ci porta in diverse stazioni. La prima, dallo stile inquietante del killer trash metal è abitata dai Vehement ai quali di sicuro va il premio per potenza e carica distruttiva. Diversa la stazione dei Taranta Tearaphy, assolata e calda come una spiaggia del sud. A loro la palma per lo stile. Poi c'e la fermata Shudderwall. Scarna e primordiale emana un suono diretto ed espressivo di grande impatto, per loro il premio dell'essenzialità. Continuando il nostro cammino troviamo un posto elegante abitato da Carlo Contocalakis. Lo stesso è intento a sondare le ulteriori capacità delle sue doti canore, podio per la voce. Poco più in là, in una zona d'ombra, troviamo gli Underscore, intenti ad amalgamare le loro dense melodie. Fatto qualche chilometro più in avanti ci appare la fermata dei Sonora'68. Muri pieni di graffiti, colore e musica che si confondono per cercare nuove vie. A loro il podio per l'attenzione al sociale. Il nostro viaggio continua con i 3X0, che ci attendono in una fermata tutta d'argento che emana riflessi psichedelici degni della migliore tradizione. Il premio, ovvio alla cultura psichedelica. Ancora un po' e ci troviamo in un posto da folli abitato dai Memories Lab. Facce bianche con occhi giganteschi ci guardano da dietro finestre buie. Loro il primo posto per tenacia e continuità. Sopra la cima di un monte troviamo la stazione di Toti Poeta. Infatti, dall'alto è più facile guardare e capire la società. Un vista invidiabile che consente di afferrare un bel primo premio all'originalità. In riva al mare troviamo la fermata dei Leitmotiv, intenti a sporcare di bianco tutto il resto. Loro ovviamente il podio per aver creato un nuovo mondo sonoro. Rivolta alla sperimentazione e alla critica sociale è la stazione de I Fasti a loro il primo posto per novità assoluta. Chiudono il viaggio i Them Philosophy che si beccano un bel primo premio per essere riusciti a fondere più stili in uno. Insomma fine di un lungo viaggio al quale mancano tantissime altre fermate. Le stesse sono fatte di gruppi che hanno prodotto e fatto ascoltare mantenendo viva la scena indie. A loro il premio per non essersi omologati alle proposte di alcuni mass media. Non so come tale premio si chiami, ma credo che ci siamo capiti.

Federico Cifani