Calibro 35
Calibro 35 - 10 dicembre 2009, Circolo Degli Artisti, Roma
La musica italiana sta morendo. Forse è già morta. Al M.E.I. Non s'è parlato d'altro. Ma se c'è una cosa che i musicisti italiani sanno fare e anche bene, è la colonna sonora. Ci aveva rinfrescato la memoria su questo il regista Quentin Tanrantino, quando alla Mostra del Cinema di Venezia del 2004 aveva riportato alla luce lo splendore dei così detti B movies dell'Italia che fu, con le sparatorie, le parolacce e gli strepitosi contorni sonori. E stasera al Circolo a ricordarcelo sono cinque musicisti di nuova generazione, con alle spalle svariati progetti musicali non indifferenti: Enrico Gabrielli alle tastiere (Afterhours, Mariposa, Capossela, Morgan), Massimo Martellotta alla chitarra (Stewart Copeland, Mauro Refosco, Eugenio Finardi), Fabio Rondanini alla batteria (Collettivo Angelo Mai, Cristina Donà, Roberto Angelini) e Luca Cavina al basso (Transgender, Beatrice Antolini). Per l'occasione diversi ospiti, tra i quali il neo-Afterhours Rodrigo D'Ersamo al violino. E ce lo ricordano riproponendo musiche di Morricone, Micalizzi e altri grandi Maestri italiani tratte da pellicole come "Italia a Mano Armata", "Milano Calibro9" , "Indagine Su un Cittadino al di sopra di Ogni Sospetto" , l'introvabile "La mala ordina" di Trovajoli, così come brani originali ispirati a suoni e atmosfere dei film di genere. Il tutto senza correre il rischio del mero tributo o dello stravolgimento totale. Rimane costante per tutta l'esibizione l'atmosfera sixties, supportata da un funk-jazz suonato egregiamente. Pubblico rapito e i locale gremito, non solo di amanti del genere.
Il sovrapporsi di basso, piano, organi, fiati e strumenti vintage è perfetto e i musicisti non fanno in tempo a prendersi una pausa che vengono richiamati a gran voce sul palco. Tre sono i rientri. Ma la gente non è ancora sazia, così che ci si ritrova tutti per l'aftershow all'Angelo Mai, dove il concerto ricomincia e non finisce prima delle 5 del mattino.Forse in Italia la musica non è morta, si è solo nascosta bene, basta cercare.
Marta Pezzino
